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Migranti in provincia di Treviso: stabilità solo apparente
La realtà dei migranti, in provincia di Treviso appare stabile. Ma è solo apparenza. Nei fatti, non lo è, se si sa leggere tra le pieghe dei numeri. Ed è quello che fa molto bene il Rapporto sulla presenza e sulla distribuzione degli immigrati nella provincia di Treviso, realizzato per la ventesima volta da Caritas di Treviso e Vittorio Veneto, Migrantes Treviso, Anolf e Cisl Belluno Treviso e cooperative sociali La Esse e Una Casa per l’uomo. Il report è stato presentato mercoledì 3 giugno, a Treviso, in Casa della Carità.
L’evoluzione poco evidente
Lo studio fotografa una popolazione migratoria senza variazioni quantitative di rilievo, anzi in leggera contrazione, la conferma dei principali gruppi nazionali, degli accessi al lavoro, della composizione di genere.
Eppure, alcune cose stanno continuando a cambiare: fra i gruppi nazionali stanno emergendo quelli dell’Asia centro-meridionale, così come si nota una riduzione delle nascite e un primo invecchiamento della popolazione migrante. Aumenta il numero dei trasferimenti all’estero, per alcuni versi in linea con quelli dei giovani italiani, e confermando in parte un certo uso della maggiore libertà di movimento fornita dall’acquisizione della cittadinanza italiana.
La realtà dei richiedenti asilo e protezione, governata con poca efficacia, continua a porre problemi di prima accoglienza, e alimenta pregiudizi e stereotipi, rendendo difficoltosa una “normalità di presenza” della stragrande maggioranza degli stranieri residenti in provincia.
Il report, pubblicato per la prima volta vent’anni fa sulla base degli aggiornamenti annuali inviati dalle 95 anagrafi comunali della provincia all’Istat, è cresciuto nel corso degli anni, diventando un’analisi sempre più ricca e puntuale di molte dimensioni del fenomeno migratorio. Questo grazie all’impegno dei promotori, al qualificato apporto dei ricercatori dell’Osservatorio di Veneto Lavoro, e da quest’anno, anche dell’Osservatorio economico sociale della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.
Demografia
I cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2025 sono 90.106, pressoché stabili rispetto al biennio precedente. La quota sul totale dei residenti si conferma al 10,2%. Il dato provvisorio al 31 dicembre 2025 quantifica i residenti stranieri in 90.268. I minori sono il 20% dei residenti stranieri (stabili al 13,4% sul totale dei minori residenti). Secondo i dati censuari riferiti al 31 dicembre 2023 (ultimo dato disponibile), erano 74.187 i residenti stranieri in provincia nati all’estero (l’83% del totale) e 15.179 (il 17%) i residenti con cittadinanza straniera nati in Italia.
Gli italiani acquisiti (ovvero stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana) sono complessivamente 51.794, pari al 6,6% di tutti gli italiani.
La percentuale complessiva dei cittadini con background migratorio (cittadini stranieri e italiani acquisiti) sul totale dei residenti si attesta al di sopra del 16%. A fine 2024, in provincia di Treviso, si possono stimare circa 146 mila cittadini stranieri o di origine straniera residenti. I nuovi nati figli di entrambi i genitori stranieri nel 2024 sono 971 (886 nel 2025), ancora in calo - come per gli italiani - rispetto agli anni precedenti.
Le acquisizioni di cittadinanza, nel 2024, sono diminuite rispetto al biennio precedente: nel 2024 sono state 3.837; nel 2025, secondo i dati provvisori, sono salite a 4.661. Il rilascio di nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari risulta in diminuzione.
I nuovi ingressi nel 2024 sono stati 4.246, nel 51% dei casi riferiti a ricongiungimenti familiari. Si confermano i principali gruppi nazionali, anche se risulta in rafforzamento la presenza di alcune cittadinanze extra-Ue. In aumento soprattutto i residenti con cittadinanza indiana e bengalese.
Le nazionalità
Sono 150 i Paesi di cittadinanza degli stranieri residenti in provincia di Treviso. Il principale gruppo nazionale dei residenti stranieri in provincia è sempre rappresentato dai rumeni: 19.522 presenze al 1° gennaio 2025 pari al 21,7% del totale degli stranieri. A seguire, pur in calo rispetto al picco massimo del 2021, la comunità cinese (8.550) che anche nel corso dell’ultimo anno ha mostrato un’ulteriore, leggerissima, riduzione dei residenti. Marocco e Albania (rispettivamente con 7.752 e 7.133 residenti) si confermano al terzo e quarto posto della graduatoria provinciale con incrementi minimi delle presenze. Seguono Macedonia del Nord, Kosovo, Ucraina e India.
Il principale incremento si è registrato per il Bangladesh (+21%). Una contrazione significativa ha invece interessato la Moldavia (scesa all’undicesimo posto della graduatoria).
Scuola
Durante l’anno scolastico 2024-2025, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 19.326, il 16% del totale; di questi, il 63,4% è nato in Italia (i nati in Italia raggiungono l’84,7% nella scuola per l’infanzia e il 71,3% nella primaria).
Lavoro
A fine 2024, i cittadini stranieri residenti in provincia di Treviso occupati sono 43.600, il 10,6% del totale, in significativo aumento rispetto al 2018. Tra i residenti stranieri le persone in cerca di occupazione sono circa 4.700, il 24% del totale, e continuano a rappresentare una quota rilevante, anche se in calo, di questo insieme.
Nel biennio 2024–2025 le dinamiche occupazionali degli stranieri restano positive per entrambi i generi, ma in rallentamento. Nel 2024 la crescita è trainata dagli uomini, mentre nel 2025 la contrazione della domanda coinvolge anche le donne.
Nel 2025 emergono differenze per genere, cittadinanza e settori di inserimento. Tra le donne, prevalgono le rumene (in calo), seguite da cinesi, albanesi e marocchine, con una netta concentrazione nei servizi e una riduzione della presenza nell’industria. Tra gli uomini cresce soprattutto la componente asiatica (India e Bangladesh), con inserimenti differenziati per settore. Nel complesso, le assunzioni restano concentrate su alcune nazionalità storicamente presenti (Romania, Marocco, India e Cina), ma si osserva un riequilibrio delle provenienze, con il rafforzamento dei lavoratori provenienti dall’Asia e dal Nord Africa.
Il lavoro straniero mantiene un peso elevato (29% delle assunzioni), con incidenze particolarmente alte in costruzioni, agricoltura e in alcuni comparti del made in Italy e dei servizi. La crescita si concentra soprattutto in costruzioni, agricoltura e in alcuni ambiti del terziario. Le assunzioni si concentrano nelle professioni non qualificate (soprattutto uomini), mentre le donne sono relativamente più presenti nei servizi qualificati.
Richiedenti asilo e protezione
Nel 2026 gli arrivi di richiedenti asilo in Italia risultano in calo: al 21 maggio si registrano 9.862 arrivi, provenienti soprattutto da Bangladesh, Somalia, Pakistan, Sudan ed Egitto. Il sistema nazionale di accoglienza e integrazione (Sai) continua a concentrarsi soprattutto nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas): al 31 dicembre 2025 le presenze complessive erano 142.233, per oltre il 70% collocate nei Cas, mentre la rete Sai accoglieva poco meno del 28% del totale. In Veneto la rete Sai conta circa 800 posti attivi, con un tasso di occupazione molto elevato; in provincia di Treviso i posti Sai sono 64, suddivisi tra i progetti con capofila i Comuni di Treviso e Asolo.



