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Giorni di intensa spiritualità e fraternità per la Congrega di Asolo
Due giorni di intensa spiritualità e fraternità per i sacerdoti della Congrega di Asolo, che il 17 e 18 giugno hanno compiuto un pellegrinaggio ad Assisi in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco. Un’esperienza vissuta all’insegna della condivisione, della preghiera e della riscoperta del carisma francescano, lontano dagli impegni ordinari e scandito dalla visita ai luoghi più significativi della vita del Poverello.
Ad accompagnare il gruppo è stato fra’ Davide Campesan, cappuccino del convento di Sant’Anna di Asolo, che ha guidato le meditazioni prendendo spunto dal Testamento di Siena del 1226, uno degli ultimi scritti di San Francesco. Le riflessioni hanno richiamato alcuni dei cardini della spiritualità francescana: la fraternità, la povertà evangelica, la fedeltà alla Chiesa e la continua conversione del cuore.
Nel tugurio di Rivotorto, i sacerdoti hanno sostato sulla celebre esortazione di Francesco: “Si amino sempre tra loro”, cogliendola come un invito a riscoprire la forza del volersi bene e del vivere relazioni autenticamente fraterne anche nel ministero quotidiano. Alla Porziuncola, custodita nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, la meditazione si è soffermata invece sull’amore per “Madonna Povertà”, interpretato come una chiamata a vivere con sobrietà e semplicità nella vita di ogni giorno.
Uno dei momenti più intensi del pellegrinaggio è stato l’incontro con l’arcivescovo di Assisi, Felice Accrocca, che ha voluto attendere i sacerdoti della Congrega fin dalle prime ore del mattino del secondo giorno. Il presule ha presieduto con loro la celebrazione della Santa Messa insieme alle suore Alcantarine e ha poi condiviso anche la colazione, in un clima di grande semplicità e fraternità. Un gesto particolarmente apprezzato dai partecipanti, che hanno letto in quella presenza un segno concreto di comunione ecclesiale e di vicinanza pastorale.
Conversione personale al Vangelo
Il cammino è, poi, proseguito a San Damiano, dove il Crocifisso che parlò a Francesco ha richiamato il compito, sempre attuale, di “riparare la casa del Signore”, iniziando dalla propria conversione personale al Vangelo.
Infine, la visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore - Santuario della Spogliazione ha riportato l’attenzione sul gesto con cui Francesco si spogliò del proprio passato per seguire radicalmente Cristo e il Padre.
Al termine dell’esperienza, il vicario foraneo della Congrega di Asolo, don Pierangelo Salviato, ha sintetizzato il significato del pellegrinaggio richiamando le parole del Salmo 133: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme”.
“Possiamo davvero dire - ha commentato - che, in questo piccolo pellegrinaggio di due giorni, le parole del salmista si siano realizzate nel nostro stare insieme. È stata la bellezza della fraternità vissuta in diretta”.
Una riflessione che riassume il senso dell’iniziativa: un’esperienza semplice ma intensa, nella quale i sacerdoti hanno riscoperto come il messaggio di San Francesco continui a indicare una strada concreta e praticabile per vivere il ministero, rafforzando i legami di fraternità, la comunione con la Chiesa e l’impegno quotidiano nelle rispettive comunità.



