giovedì, 15 ottobre 2026
Meteo - Tutiempo.net

Proclamato sciopero alla PegPerego di San Donà

L’azienda è in crisi: per molte delle 40 lavoratrici, alcune delle quali storiche, è previsto il licenziamento
15/10/2026

La situazione di PegPerego, storica industria del Sandonatese, resta incerta. C’è amarezza e preoccupazione per la crisi di questo storico impianto produttivo della città, nella quale lavora una quarantina di dipendenti, in prevalenza donne, per molte delle quali è previsto il licenziamento.

Le lavoratrici della PegPerego sono in molti casi “dipendenti storiche”, vicine alla pensione e con competenze non facilmente spendibili nelle altre industrie del territorio.

Nel corso di questi mesi, sono stati ben sei i tavoli di crisi al Ministero del Made in Italy tra proprietà e sindacati. Tutti quanti, però, non hanno portato a grandi sviluppi. Nel corso dell’estate, in luglio, vi era stato l’ennesimo incontro non risolutivo, a Roma, al Ministero, per affrontare la vertenza. Lo scorso 22 settembre, alla scadenza degli ammortizzatori sociali, la proprietà aveva deciso di tornare alla produzione a pieno regime di 40 ore settimanali. Di fronte a questa scelta, sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato uno sciopero a singhiozzo spalmato su più turni lungo le catene di montaggio fino al 7 ottobre, data di un nuovo incontro al Ministero, a Roma. Anche in questa occasione, tuttavia, il tavolo si è concluso con un nulla di fatto. Addirittura, la proprietà non si è presentata all’appuntamento, nemmeno in collegamento. Inevitabile, quindi, un rinvio per il 1° dicembre.

Delusi da questo comportamento, i sindacati, i quali considerano questa situazione inaccettabile, uno schiaffo per lavoratrici e lavoratori e chiedono alla proprietà, almeno, una proroga degli ammortizzatori sociali per 12 mesi, in modo che l’advisor Vertus possa svolgere il delicato compito di finalizzare possibili nuovi acquirenti che possano rilanciare lo stabilimento. Al momento, sembrano essere due le aziende che hanno manifestato interesse; le informazioni, però, restano estremamente frammentarie e contraddittorie.

PegPerego, però, non è l’unica azienda in difficoltà a San Donà. Come ci racconta Loris Gaiotto, sindacalista della Fiom-Cgil, la situazione è critica anche per Lafert e Dradura, altre due storiche industrie: “A causa dello scenario geopolitico internazionale, queste due realtà risentono della situazione di crisi che si è venuta a creare - ci spiega il sindacalista -. Dradura sconta una notevole riduzione degli ordini. La situazione di Lafert, invece, è più complessa”. Qust’ultima, storica azienda che produce motori elettrici, si rifornisce di terre rare, il cui mercato è in mano soprattutto cinese: “Quando l’Ue - spiega il sindacalista - ha indetto sanzioni contro 14 aziende russe, la Cina ha risposto con una contromossa nei confronti di 14 aziende europee: tra queste due italiane e una di queste era proprio Lafert”. L’accusa contro Lafert è quella di avere una produzione sia civile che militare. Accusa, che, tuttavia, è infondata: la produzione di questa azienda è esclusivamente civile. Lafert è però proprietà di Sumitomo, multinazionale giapponese attiva in numerosissimi settori: i rapporti tra Cina e Giappone restano tesi, anche a causa delle rivendicazioni cinesi sull’isola di Taiwan, snodo imprescindibile per la produzione di semiconduttori.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
15/10/2026

Almeno stando ai numeri.

La nuova vitalità della fede si concretizza nelle numerose domande di persone...

TREVISO
il territorio