giovedì, 25 giugno 2026
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A Castelfranco si rinnova d’estate il “circolo” delle generazioni

Scambio - autentico, imprevisto, alla pari - quello che da tre anni anima Generazioni in circolo, il Grest intergenerazionale promosso dalla cooperativa sociale L’Incontro, in collaborazione con l’Istituto Nightingale

C’è qualcosa di insolito, e di bello, nell’immagine di una signora over 70 che insegna a giocare a burraco a uno studente delle superiori, mentre lui le spiega come usare lo smartphone. È esattamente questo tipo di scambio - autentico, imprevisto, alla pari - che da tre anni anima Generazioni in circolo, il Grest intergenerazionale promosso dalla cooperativa sociale L’Incontro, in collaborazione con l’Istituto Nightingale.

Terza edizione, stessa energia, nuovi incontri: lo slogan scelto dagli organizzatori dice già tutto. Perché se la formula è ormai collaudata, ogni anno porta con sé volti nuovi, storie inedite, combinazioni imprevedibili. E i numeri confermano che la risposta della comunità resta straordinaria: oltre ottanta partecipanti nella prima settimana, settanta nella seconda. Non è scontato, per un’iniziativa che chiede alle persone di uscire dalla propria zona di confort generazionale.

L’idea di fondo è semplice, quanto ambiziosa: creare uno spazio in cui anziani e giovani si incontrino non per caso, ma con intenzione. Non per un servizio da rendere o ricevere, ma per stare insieme e scoprire cosa succede quando mondi apparentemente distanti si avvicinano. Il programma - laboratori creativi, attività manuali, momenti di gioco, approfondimenti sul digitale, sfide a carte - è pensato apposta per abbassare le barriere e alzare la soglia della curiosità reciproca.

La cooperativa L’Incontro lavora da anni sul territorio con la convinzione che nell’incontro tra le generazioni, nello scambio di esperienze e valori, si creino inaspettate opportunità. Generazioni in Circolo è la forma più concreta che questa convinzione ha preso: non un progetto sulla carta, ma ore trascorse insieme, mattine che diventano abitudine, nomi che si imparano e volti che si ricordano.

La solitudine degli anziani è una delle emergenze silenziose del nostro tempo. In Italia vivono circa 13,9 milioni di anziani e più del 40% di loro affronta la quotidianità in solitudine. Ma la solitudine, come ricordano gli organizzatori di questo Grest, non è solo degli anziani: i giovani - iperconnessi e spesso isolati - ne soffrono a modo loro. Ecco perché Generazioni in Circolo non si presenta come un servizio per gli over 65, ma come un’esperienza per tutti. Chi insegna impara, chi ascolta scopre, chi gioca vince qualcosa che va oltre il punteggio.

Il modello si inserisce in una tendenza sempre più riconosciuta: quella dei progetti intergenerazionali come strumento di coesione sociale. Tutte le generazioni possono dare un notevole contributo allo sviluppo integrato e non divisivo delle relazioni intergenerazionali, e ogni singola persona è chiamata ad agire, indipendentemente dalla sua situazione familiare. Generazioni in circolo lo fa senza convegni né manifesti, ma con un tavolo da gioco e una matita in mano.

Tre edizioni sono già un risultato. Sono la prova che un’idea funziona, che la comunità risponde, che vale la pena ripetere. E, forse, anno dopo anno, anche costruire qualcosa di ancora più duraturo.

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