Scuola e violenza
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Trasformare l’accoglienza in una risorsa concreta per il Territorio comunale. È questo lo spirito del progetto “Cittadinanza Attiva” appena varato dalla Giunta di Pederobba. Un gruppo di ragazzi stranieri residenti sul territorio scenderà in campo per la manutenzione dei parchi pubblici, il supporto alle attività di protezione civile, l’attività di volantinaggio e distribuzione di materiale informativo relativo a eventi, manifestazioni culturali, sportive e turistiche promosse o patrocinate dal Comune e supporto logistico e informativo durante lo svolgimento delle manifestazioni.
Non si tratta solo di curare il verde, ma di un vero percorso di integrazione “certificata”. «Insegniamo il rispetto del bene comune e la lingua italiana sul campo - spiega il Sindaco di Pederobba Marco Turato – a chi si prende cura dei nostri parchi e aiuta in protezione civile dimostra nei fatti di voler far parte della nostra comunità. È una risposta concreta che unisce decoro urbano e sicurezza sociale».
Sta aumentando, infatti, il numero dei ragazzi stranieri con il permesso di soggiorno che chiedono di essere inseriti in progetti di volontariato per rendersi utili al territorio ove risiedono così da ottenere, poi, una certificazione utile ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno o per la richiesta di asilo.
«Il Comune di Pederobba – commenta l’assessore alle Politiche Sociali Marisa De Bortoli– ha ritenuto di “sfruttare” l’opportunità rappresentata da questa nuova nicchia di volontariato e lo ha fatto attraverso la strada più corretta e sicura che è l’istituzione di un “Progetto di Cittadinanza Attiva e Volontariato Civico” perché evita rischi di contenzioso con l’Ispettorato del lavoro inquadrando correttamente l’attività non come lavoro, ma come percorso di integrazione e tutela del bene comune».
Il progetto, approvato con delibera di Giunta, prevede che i ragazzi si occupino non solo del decoro urbano, ma anche della diffusione delle iniziative culturali attraverso il volantinaggio e la promozione delle manifestazioni comunali. «È un modo per farli interagire con la popolazione, parlare l’italiano e rendersi utili a tutti – spiega il Sindaco – Trasformiamo il tempo dell’attesa dei documenti in un tempo di valore per il Comune».
Al termine del percorso, il Comune rilascerà una certificazione formale: una vera “patente di integrazione” che i ragazzi potranno presentare in Questura per dimostrare il loro radicamento sociale e la volontà di essere parte attiva della comunità italiana.
Ufficio stampa