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Quinto, quarantesima festa del Sile. Tra storia e comunità
Ci sono feste che, per essere raccontate davvero, vanno guardate anche da lontano. Non solo nel programma di quest’anno. Ma nelle parole con cui furono raccontate quando erano ancora una scommessa. È quello che accade con la Festa sul Sile, che fino al 5 luglio torna a Quinto di Treviso per la sua 40ª edizione, nella cornice del lago Superiore e di piazzale degli Alpini.
Sfogliando il nuovo archivio digitale della Vita del popolo, dallo scorso mese consultabile interamente online, si ritrovano le pagine del 1984, quando il nostro settimanale dedicò spazio e attenzione alla prima Festa sul Sile. Non una semplice cronaca di paese, ma il racconto di un’intuizione. Già allora il titolo indicava una direzione precisa: “Aggregazione e natura”.
Nel numero del 1° luglio 1984 la manifestazione veniva presentata come “una manifestazione originale, fatta di voglia di stare insieme”, ma anche come occasione di “riscoperta avventurosa dell’angolo più prezioso di Quinto”. Il Sile non era solo lo sfondo. Era il motivo profondo della festa: un luogo da ritrovare, da custodire, da restituire alla comunità.
Il contesto era diverso, naturalmente. In uno degli articoli di allora compariva, con la sensibilità del tempo, il riferimento alle famiglie arrivate dal Meridione e alla difficoltà di costruire relazioni in una comunità che stava mutando. Ma il cuore del ragionamento resta attuale: una comunità non si tiene insieme per inerzia. Ha bisogno di occasioni, di luoghi, di gesti condivisi. E anche di feste.
Era questa l’idea che Angelo Michielan, allora presidente della Pro loco, indicava come il vero traguardo: aggregare la gente di Quinto attorno a momenti di vita comunitaria.
Quarant’anni dopo, quel filo è raccolto e tenuto in mano dalla Pro loco di Quinto di Treviso aps guidata dal presidente Mauro Belloni che - non senza fatiche, viste le complessità burocratiche - insieme ai volontari ha scelto di andare avanti. Tra le ipotesi di qualche mese fa non erano mancate quelle di ridimensionare o addirittura far saltare l’edizione del quarantennale. Così, per fortuna, non è stato.
Anche per questo l’inaugurazione di domenica 28 giugno ha un significato particolare: la Pro loco valorizzerà i soci fondatori, i presidenti che si sono succeduti nel tempo e le figure storiche dell’associazione.
La Festa sul Sile, del resto, ha radici che precedono il 1984. Nacque infatti dall’intuizione, negli anni Settanta, della “Festa dell’estate e della gioventù”, svolta nei pressi della Chiesa parrocchiale. Da lì è cresciuta, ha cambiato nome e dimensione. Il programma 2026, tra musica, bisate in umido e intrattenimenti per tutti, culminerà nei festeggiamenti di domenica prossima con il tradizionale e suggestivo spettacolo pirotecnico.
Riletti oggi, gli articoli del 1984 sembrano quasi consegnare una responsabilità al presente. Eppure il senso resta sorprendentemente vicino a quello degli inizi.
La Festa sul Sile non è soltanto una festa d’estate. È un pezzo di storia locale che continua a chiedere presenza.



