Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Ipsia Scarpa: incontro in classe tra il prevosto Genovese e l’imam Sallahdine
In un periodo in cui le differenze vengono spesso percepite come ostacoli, l’aula magna dell’Ipsia Scarpa di Montebelluna si è trasformata, nei giorni scorsi, in uno spazio di riflessione e confronto, ospitando un incontro interculturale pionieristico per il territorio. L’appuntamento, inserito nel progetto d’istituto contro il bullismo e il cyberbullismo, ha visto protagonisti mons. Antonio Genovese, prevosto del Duomo, e l’imam Sallahdine Mourchid, dell’associazione culturale e religiosa Attawasol. Moderati dal professor Giuseppe Salvatore, i due ospiti hanno parlato direttamente agli studenti dell’istituto, una realtà che vive quotidianamente la sfida e la ricchezza della multiculturalità. Il messaggio centrale della mattinata è stato chiaro: la diversità non è un limite, ma una risorsa che permette di crescere attraverso l’ascolto reciproco, agendo come un lievito per la maturazione umana e culturale di ogni giovane.
Ad aprire il dialogo è stato mons. Genovese, che ha portato la testimonianza di chi il mondo della scuola lo conosce profondamente, avendo insegnato per molti anni proprio in quegli stessi luoghi, nella vecchia sede del liceo. Don Antonio ha espresso la sua gioia nel trovarsi in mezzo ai ragazzi, evidenziando con forza il legame di stima e la sincera amicizia che lo unisce personalmente all’imam Sallahdine. Proprio questo rivela come l’amicizia e la conoscenza reciproca rendano l’esperienza religiosa una ricchezza e non un muro che contrappone e divide, trasformandola in un’occasione concreta per confrontarsi, dialogare serenamente e ascoltarsi a vicenda. Il sacerdote ha, poi, toccato un punto critico riguardo alla percezione che emerge sui giovani d’oggi: si tende a dare risalto quasi esclusivamente a episodi negativi o liti che coinvolgono i ragazzi di Montebelluna, ignorando invece le tantissime “cose belle” che accadono nel territorio. Ha citato come esempio positivo l’esperienza del Grest, che vede oltre mille partecipanti e tantissimi animatori - tra cui diversi giovani musulmani, sia tra gli animatori che tra i giovanissimi - collaborare in uno spirito di condivisione, dimostrando che la convivenza serena è già una realtà consolidata basata sul rispetto e sulla stima reciproca.
Successivamente, l’imam Sallahdine Mourchid ha approfondito il tema della crescita interiore, collegandolo alla suggestiva coincidenza temporale della Quaresima e del Ramadan. L’Imam ha spiegato come il mese sacro per l’Islam rappresenti un vero “allenamento” quotidiano, un periodo di riflessione che serve a rafforzare l’autocontrollo. Questo sforzo non deve rimanere confinato alla sfera privata, ma deve tradursi in un comportamento migliore in ogni ambito della vita: nel modo in cui si studia, nel rispetto verso i compagni e nella cura con cui si affrontano i propri doveri quotidiani, onorando anche il sacrificio dei genitori che investono nel futuro dei figli. L’incontro ha coinvolto quattro classi, in rappresentanza dell’intero plesso scolastico. Gli studenti hanno offerto un esempio positivo di come sia possibile confrontarsi con serietà e maturità su temi complessi.
Alla fine del dibattito, entrambi i relatori hanno espresso grande soddisfazione per il clima positivo, attento e collaborativo percepito durante la mattinata, riscontrando negli studenti l’interesse a proseguire questo percorso di dialogo. L’imam Sallahdine e don Antonio hanno ribadito la volontà di continuare a collaborare con l’istituto, con l’obiettivo comune di sostenere la crescita dei ragazzi in un clima di serena amicizia.



