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Montebelluna: palio difficile, ma c'è uno spiraglio

Il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha incontrato questa mattina nel suo ufficio il presidente del Palio, Nicola Palumbo. Si è affrontato assieme con serenità il tema dell’edizione 2020 del Palio e si è convenuto - dopo il parere espresso dal COC e il parere espresso dall’Ulss 2 – che qualora la manifestazione fosse oggi, non sussisterebbero le condizioni per organizzare un evento di questo tipo. Ma ci si riaggiornerà.

Il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha incontrato questa mattina nel suo ufficio il presidente del Palio, Nicola Palumbo. Si è affrontato assieme con serenità il tema dell’edizione 2020 del Palio e si è convenuto - dopo il parere espresso dal COC e il parere espresso dall’Ulss 2 – che qualora la manifestazione fosse oggi, non sussisterebbero le condizioni per organizzare un evento come il Palio che ha come sua caratteristica quella di coinvolgere decine di migliaia di persone. L’intento quindi del Sindaco e del Presidente dell’Ente Palio è comunque quello di riaggiornarsi giorno dopo giorno al fine di valutare un’eventuale modifica dello scenario. Tale attesa non potrà comunque andare oltre il 15 Luglio, per comprensibili motivi organizzativi.

Al di là dei proclami sulla fase 2 o fase 3 post Covid19, ad oggi le norme in vigore non consentono di realizzare manifestazioni che hanno come loro presupposto una grande aggregazione di persone.

Il sindaco ha spiegato come non sia un problema di volere o non volere il Palio perché tutti in città, sindaco per primo, desiderano poter godere di una manifestazione che in 30 anni è diventata motore di aggregazione della comunità.

Qui il vero problema è se si possa o no organizzare un evento che ha le caratteristiche di gara sportiva con un  afflusso di 20mila persone lungo il percorso e con momenti di aggregazione in piazza legati agli spettacoli che, in ogni caso, attirano migliaia di persone.

Palumbo ha sottolineato che condivide le preoccupazioni per la tutela della salute espresse dal sindaco, dal COC e dall’Ulss 2. Ha spiegato che intende farsi interprete della passione delle contrade e degli equipaggi che, comunque, hanno il desiderio di tener viva una tradizione in un anno segnato sfortunatamente dalla pandemia, ma questo senza derogare dal rispetto delle norme sulla sicurezza.

Si è quindi convenuti sull’indirizzo espresso dal COC, ovverosia che se, I Giovedì musicali non sono praticabili, anche per il Palio al momento non è possibile dare un parere favorevole.

Tuttavia, gli atleti e le contrade continueranno a fare preparazione atletica, sia pure non con il carro, per rispettare le misure di distanza interpersonale di due metri e ci si ritroverà a metà luglio quando dovrebbero uscire nuove indicazioni sull’evoluzione epidemiologica e sulle misure cautelative da osservare.

Quindi, come detto fin dall’inizio, uno spiraglio rimane aperto, ancorché sia sub iudice poiché l’emergenza sanitaria ancora non è stata superata e nè il Comune nè il direttivo del Palio intendono sottovalutare il problema. In ogni caso, qualora non fosse possibile effettuare il Palio nella sua interezza, si è convenuto sull’opportunità di non realizzare un’edizione a porte chiuse, perché andrebbe contro la cifra stessa de Palio che è una manifestazione per sua natura a porte aperte e che accoglie migliaia di montebellunesi e non, assieme a far festa.

Piuttosto ci si riserva di valutare iniziative di qualità per tener viva una fiammella dello spirito del Palio utile a garantirne una prosecuzione per i prossimi anni.

 

In conclusione, l’accordo è che la salute viene prima di ogni altra cosa e che le condizioni, ad oggi, non consentono di organizzare l’evento: se la situazione dovesse modificarsi in positivo, ci si reincontrerà per valutare come e se organizzare l’evento.

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