venerdì, 04 settembre 2026
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La disabilità è parte della “real life”

Rete Interagendo sostiene un percorso per l’avvio all’autonomia. 37 Comuni coinvolti, Treviso è capofila

Si chiama “Real life”, ovvero vita vera, il programma finanziato dal Pnrr e presentato a palazzo Rinaldi il 12 dicembre, che prevede un percorso finalizzato a permettere alle persone adulte con disabilità di inserirsi nelle dinamiche del mondo lavorativo e abitativo reale. Protagonisti trentadue giovani con disabilità che, supportati da numerosi operatori dei servizi socio-sanitari e associazioni afferenti alla rete Interagendo, vengono posti davanti a una coraggiosa sfida, quella di superare le barriere della fragilità, spesso interpretata come debolezza. “La fragilità, invece - afferma la dottoressa Alberta Giomo, direttrice dell’unità operativa semplice Disabilità Treviso Nord -, non toglie nulla”. E’, infatti, proposto un percorso abilitante, e non assistenziario, che permette ai beneficiari del progetto di mettersi in gioco, anche commettendo errori, sperimentare al fine di imparare a superare gli ostacoli della vita quotidiana.

Il progetto presenta tre linee, orientate in diversi ambiti, a partire da un campus delle abilità dove le persone, monitorate nel corso del tempo, si formeranno alle autonomie necessarie. Si seguirà un classico sistema di valutazione accademico, volto a dare gli esiti a seconda dei risultati ottenuti da ogni singolo individuo. Con il prezioso apporto metodologico dei docenti Enrico Miatto (direttore di dipartimento di Pedagogia), Claudia Andreatta e Marco Zuin dello Iusve - Istituto universitario salesiano di Venezia, il campus consentirà alle singole persone di valutare le proprie abilità e competenze spendibili nel progetto di vita futura.

Un altro proponimento è stato quello di avviare, nel territorio trevigiano, due co-housing, ovvero una condivisione degli spazi comuni della stessa abitazione, per permettere ai giovani adulti di sviluppare l’indipendenza per vivere da soli. Sistemati in delle classiche strutture abitative, i ragazzi hanno imparato l’autogestione a partire dalle piccole mansioni, come fare la spesa, cucinare, fare la lavatrice. Vivere da soli è un passo importante che porrebbe chiunque davanti a molteplici difficoltà ma, in questo caso, sono state superate, sotto la supervisione dei responsabili, efficacemente.

L’ultima azione progettuale prevede la realizzazione di sette piccoli co-working di tre persone ciascuno, che seguiranno un percorso di formazione con l’apporto di Informatici senza frontiere. E’ fondamentale, infatti, saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie odierne per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Come dichiarato dai ragazzi, essi hanno imparato anche l’utilizzo e l’importanza di tutelarsi all’interno dei social network. “Real life” è un grande progetto frutto di un notevole lavoro di squadra che vede coinvolti attivamente tanti soggetti pubblici e privati e tra questi la famiglia Carniato-Martellone, che si è offerta per mettere a disposizione della progettualità spazi e risorse proprie. Questo è solo un ottimo inizio di un percorso di innovazione e cambiamento nel nostro territorio.

“Autonomia non è fare tutto da soli, ma integrare le proprie competenze con quelle degli altri” afferma da sempre Anna Contardi (esperta di educazione delle persone con disabilità intellettiva). Impegnarsi nella realizzazione di progetti di questo tipo è essenziale per la crescita e l’inserimento completo delle persone con disabilità nella tanto menzionata “real life”.

L’assessora alla Città inclusiva del Comune di Treviso, Gloria Tessarolo conclude dichiarando: “Grazie a questo e ad altri progetti che l’Amministrazione ha avviato in qualità di capofila di 37 Comuni, Treviso è sinonimo di sperimentazione, di progetti atti a supportare la persona e a offrire servizi in ambito sociale e socio-sanitario con impatto diretto e immediato nella vita delle persone. Oggi iniziamo da qui, dal primo dei progetti avviati, risultati concreti a testimonianza, ancora una volta, che il nostro territorio e i Comuni sanno cogliere con responsabilità le opportunità offerte”.

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