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Luigi Cailotto (presidente Coa): sarà un'Adunata speciale

Il presidente del Comitato organizzatore si dimostra positivo: "L’abbiamo visto fin dalla preparazione. Questo territorio ha un legame particolare con gli alpini. C’è stato un grande coinvolgimento. E prevediamo numeri importanti”. Ai trevigiani preoccupati dice: “Non sarà certo la calata dei Lanzichenecchi, ma un momento di allegria e di amicizia”.

11/05/2017

“Questa non sarà un’adunata come le altre. L’abbiamo visto fin dalla preparazione. Questo territorio ha un legame speciale con gli alpini. E prevediamo anche numeri importanti”.
Luigi Cailotto, vicentino, è il presidente del Coa, il Comitato dell’Associazione nazionale alpini incaricato di organizzare ogni anno l’Adunata. Tutti gli aspetti della lunga e complessa organizzazione sono passati per lui. In questi giorni da una parte può affermare di aver fatto un buon lavoro, dall’altra rimane la preoccupazione che tutto vada bene, che la città riesca a fare fronte al grande afflusso, stimato in un minimo di 350mila persone, “ma non è azzardato che si possa arrivare vicini al mezzo milione”. Insomma, cifre record per una città medio piccola, con un centro racchiuso dentro le mura, senza grandi piazze. Però, avverte Cailotto, “non sarà certo la calata dei Lanzichenecchi, ma un momento di allegria e di amicizia”.
Cailotto, soddisfatto dunque del lavoro fatto?
Sì, la cosa diversa rispetto alle altre adunate è stata la mobilitazione dell’Associazione alpini delle quattro sezioni: Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene. Insomma, dalla città ad ogni contrada, tutto il territorio si è mobilitato, si è unito attorno al Piave. Abbiamo, così, potuto contare sull’aiuto di tantissimi volontari, già in fase organizzativa. Un vantaggio anche economico, dato che un’Adunata ormai è un evento molto costoso, che va gestito con occhio manageriale. E’ stato poi importante che una delegazione trevigiana fosse presente lo scorso anno ad Asti. Ha potuto prendere direttamente visione dei vari aspetti organizzativi. Analogamente, quest’anno sarà presente una delegazione di Trento.
C’è stato anche qualche problema?
Non è il momento di fare polemiche, ma non sempre la disponibilità iniziale degli Enti locali, e parlo anche delle varie partecipate, di fornirci di risorse e mezzi si è poi concretizzata. Spesso abbiamo dovuto farci carico noi di tante situazioni. Diciamo che non sempre siamo stati visti come un’opportunità per il territorio.
Preoccupato per gli annunciati grossi numeri?
Abbiamo visto di giorno in giorno crescere le adesioni. I numeri saranno molto importanti e un pizzico di preoccupazione per la capacità di Treviso di fare fronte a questa presenza c’è, soprattutto per il sabato pomeriggio. Questa non è un’adunata come le altre: l’alpino che ogni anno si interroga se partecipare non vuole perdersi l’edizione di Treviso. Si parte da una base di 300-350mila presenze, ma qui saranno sicuramente di più, potremmo sfiorare i 500mila presenti. Noi abbiamo un indicatore dalle sezioni estere: l’adesione è stata di un terzo superiore al solito, arrivano pure dalle Barbados. Però non voglio preoccupare la gente. Ci saranno duemila persone che garantiranno l’assistenza e il servizio d’ordine, in 500 saranno ai varchi delle mura per fornire informazioni.
Molti trevigiani si ricordano l’Adunata del 1994. Cos’è cambiato da allora?
Me la ricordo bene, fu la mia prima Adunata come capogruppo. Da allora è cambiato tutto. Prima si andava all’avventura, spesso si arrivava la domenica mattina. Quest’anno ci sono alpini accampati già da dieci giorni. La gran parte partecipa a tutte e tre le giornate. E poi ci sono molte più incombenze organizzative: normative, sicurezza, ecc. La partecipazione è cresciuta, l’evento costa sempre di più e i contributi pubblici sono sempre di meno.
Cosa si sente di dire ai trevigiani arrabbiati per tutto il trambusto o a quelli che se ne andranno dalla città per tre giorni?
Ogni anno c’è questo problema, poi regolarmente la gente alla fine chiede: “Quando tornate?”. Penso che sia possibile lasciare l’auto per tre giorni in garage... Le misure sui trasporti e viabilità, visti i numeri, sono inevitabili. Ma sarà un’invasione di allegria e di amicizia, soprattutto in questo territorio.
C’è stato un rapporto positivo con le parrocchie e le varie realtà ecclesiali?
Sì, una bella collaborazione, gestita fin da subito, almeno nella maggioranza dei casi. Sì, il rapporto è stato positivo.

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