Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
Un altro esercizio pubblico rinuncia alle macchinette per far posto ad una libreria. Accade in via La Bova, dove da oggi Giuseppe Gobbato, titolare del bar “La Bova”, ha preso la decisione di non ospitare più le slot per non essere più costretto a vedere i clienti buttare via i propri risparmi.
Un altro esercizio pubblico rinuncia alle macchinette per far posto ad una libreria. Accade a Noale, in via La Bova, dove da oggi Giuseppe Gobbato, titolare del bar “La Bova”, ha preso la decisione di non ospitare più le slot per non essere più costretto a vedere i clienti buttare via i propri risparmi. Il posto vuoto lasciato dalle slot verrà presto riempito da una libreria, segno anche questo di una attenzione verso una clientela più attenta e responsabile. Le slot non avevano portato problemi solo coi clienti: recentemente il bar aveva subito anche una spaccata notturna, sicuramente motivata anche dal furto dell'incasso giornaliero delle slot.
Il bar “La Bova” è il secondo esercizio di Noale a dire, in controtendenza, NO alle slot. Un paio di anni fa avevano fatto altrettanto gli esercenti del bar “Al Castello”, i quali ora l'hanno trasformato addirittura in un rinomato ristorante di sushi. Poi, nel dicembre 2015, l'Amministrazione aveva diramato un'ordinanza che stabiliva, in maniera uguale per tutto il miranese, gli orari di accensione degli apparecchi e le distanze minime delle slot dai punti sensibili della città.
“Credo che le iniziative prese dal bar “Al Castello”, prima, e dal bar “La Bova”, oggi, meritino un applauso dalla cittadinanza – dichiara l'Assessore ai Servizi alla Persona, Gianni Zen –. Attualmente sono 7 le persone in cura del nostro Comune per il problema del gioco d'azzardo patologico, che è una dipendenza devastante per la vita sociale di chi ne è affetto, e un costo enorme per tutta la collettività. Rinunciare a proporre questo tipo di intrattenimento è un atto coraggioso, perché significa rinunciare ad entrate certe mensili. Ma significa anche avvicinare un altro tipo di frequentazione, molto più in linea con la bellezza e la cultura che sprigiona il nostro centro storico”.