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San Donà, superati i 42 mila abitanti. La città si conferma un polo attrattivo

La città si conferma dinamica e multiculturale, ma è basso il numero di matrimoni. Il sindaco Teso: “Sull’attrattività incidono i servizi e la qualità della vita”
24/04/2026

San Donà supera i 42 mila abitanti e si conferma polo attrattivo del veneziano. Nelle scorse settimane, sono stati pubblicati i dati Istat al 1° gennaio 2026 relativi alla città di San Donà di Piave. La città ha raggiunto i 42.466 abitanti, rappresentando un’eccezione rispetto ad altre realtà della provincia di Venezia, come Chioggia, Portogruaro e lo stesso capoluogo: si tratta, infatti, di uno dei pochissimi centri della provincia, assieme a Jesolo, ad avere una popolazione in lieve, seppur costante, crescita.

La popolazione è composta da 21.985 donne e 20.480 uomini. La suddivisione per fasce d’età si rivela equilibrata: i minori di 18 anni sono infatti 6.080, mentre gli ultrasettantenni 7.384.

I dati riguardanti alle nascite, 250 i nuovi nati lo scorso anno, si confermano leggermente superiori alla media nazionale. I decessi registrati, invece, sono stati 425.

Il dato che sostiene maggiormente la popolazione è il saldo migratorio: sono, infatti, ben 1.410 le persone che hanno scelto di stabilirsi a San Donà, mentre sono stati 452 i residenti trasferitisi altrove.

La città si conferma realtà multiculturale, con una popolazione straniera di 4.698 unità: esattamente l’11% della popolazione, come nel 2015, quando la popolazione straniera era di 4.649 abitanti. Le comunità maggiormente presenti sono quella romena (1.140 persone), albanese (714) e bengalese (483), seguita da quella ucraina (354), cinese (275) e marocchina (240).

Basso il numero di matrimoni celebrati nella città: 68 quelli celebrati con rito civile, 19 quelli con rito religioso.

Interpreta questi dati il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso: “Incidono diversi fattori sull’attrattività della città, come la qualità della vita, i servizi offerti, come l’ampia e articolata offerta formativa che nei prossimi mesi verrà arricchita con un nuovo nido e un nuovo Its, la sicurezza percepita e un sistema urbano in crescita e che ha consentito alla città di mantenere e rafforzare servizi essenziali”.

Il sindaco Teso aggiunge un secondo elemento di analisi: “L’attrattività della città è confermata dalla presenza di importanti investimenti, sia pubblici che privati. Tra gli investimenti pubblici, vi è sicuramente la Sisus (Strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile, ndr) che ha portato ben 16 milioni di euro di investimenti nel territorio. Parallelamente, cresce anche la fiducia degli investitori privati, con risorse destinate allo sviluppo edilizio e ai servizi”.

Nei prossimi anni, la città ha tutte le caratteristiche per confermare il suo ruolo di polo attrattivo: una su tutte, il completamente del progetto Porta Nord, anche attraverso la piena operatività delle stazioni di autobus e treni, agevolando l’accessibilità alla città e al territorio circostante.

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