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Mirano: il saluto di S. Leopoldo e Vetrego a don Mario Da Ros

Al sacerdote il vescovo Michele ha affidato la cura delle parrocchie di Olmi e Cavriè

Domenica 10 settembre le comunità di San Leopoldo Mandic di Mirano e di San Silvestro di Vetrego hanno salutato il loro parroco, don Mario Da Ros, a cui il vescovo Michele ha affidato la cura pastorale delle parrocchie di Olmi e Cavriè. Un saluto allargato un po’ a tutto il Miranese, visto che fin dall’ordinazione del 2006, don Mario ha vissuto tutto il suo ministero sacerdotale in questo territorio, tra Mirano, Spinea e Salzano, prima come vicario e poi, appunto, come parroco. Con l’ulteriore arricchimento della lunga esperienza come insegnante di religione nella Cittadella scolastica di Mirano, tra gli istituti Levi-Ponti e Majorana-Corner, con l’incontro quotidiano con migliaia di studenti e insegnanti e la suggestiva progettualità della Festa di Sguardi, tesa a protendere la Chiesa verso il mondo della scuola e quest’ultima verso il territorio.

Sono tanti i segni concreti che hanno caratterizzato questi 8 anni di don Mario, in stretta collaborazione con le comunità e i Consigli parrocchiali. Dall’oratorio S. Francesco al campetto S. Damiano a S. Leopoldo al rilancio della scuola materna di Vetrego, con la creazione del Polo infanzia con le scuole paritarie di Scaltenigo e Campocroce. Dalla ripresa della Festa di S. Leopoldo al lancio della sagra di Sant’Antonio. E poi il Grest, l’impegno della Caritas, la catechesi. Tanti segni, ha sottolineato don Mario nella sua omelia di saluto, “che sono anche un appello, una chiamata che ci dice: «E’ possibile, forza!». Nella catechesi e nella pastorale giovanile, così come per i consigli pastorali abbiamo collaborato tra le due parrocchie cercando di entrare in quella prospettiva dettata dal cambiamento d’epoca, del quale essere protagonisti e non solo spettatori”.

“Ti ho posto come sentinella, scrive Ezechiele. Un parroco è anche questo. Oggi più di ieri deve protendersi... pro-tendersi. Non è il capo che governa, non da solo almeno, perché appunto deve mettersi in ascolto. Ma è oggi più che mai un missionario, un apripista, servo del sacerdozio comune. La comunità cristiana, la Chiesa è fatta di fratelli e sorelle corresponsabili, che insieme portano la barca al largo. Abbiamo tenuto, nonostante il Covid, ma la paurosa diaspora dei battezzati dall’Eucaristia non può lasciarci indifferenti. Dobbiamo tornare attorno alla Mensa della Parola e del Pane di vita. Tornare a pregare insieme il Padre nostro”.

Sabato 16 settembre don Mario farà il suo ingresso nelle parrocchie di Olmi e Cavriè, mentre le comunità di San Leopoldo e Vetrego si preparano ad accogliere il nuovo parroco, don Roberto Trevisan.

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