Scuola e violenza
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“Garantire la continuità nell’amministrazione della fondazione per assicurare anche per il futuro l’opera meritoria da un punto di vista umano e cristiano dei Piccoli Rifugi e mantenere vivo il carisma della fondatrice" sono i compiti affidati dal Vescovo al nuovo Consiglio d'amministrazione
Sono Carlo Barosco, Luigi Casagrande, Gianfranco Cereser, Silvia Fazzari e Dino Mulotto a comporre il Consiglio d’amministrazione della fondazione Piccolo Rifugio, ente che gestisce i Piccoli Rifugi di San Donà, Vittorio Veneto, Ponte della Priula, Verona, Ferentino e la Domus Lucis di Trieste.
I Piccoli Rifugi e la Domus Lucis sono casa e famiglia per donne e uomini con disabilità, dove le persone disabili possono trovare accoglienza, attenzione, assistenza e valorizzazione. Oggi offrono accoglienza residenziale, appartamenti per l’autonomia e servizi diurni, anche in forma sperimentale, assistenza riabilitativa residenziale e semiresidenziale a oltre 170 persone con disabilità.
A nominare i cinque consiglieri è stato il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, con suo decreto del 31 maggio, visti i nominativi presentati dalla presidente dell’Istituto secolare “Volontarie della carità” Teresa D’Oria.
Il nuovo Consiglio ha scelto di affidare l’incarico di presidente a Luigi Casagrande (già consigliere delegato nel precedente mandato) e l’incarico di vicepresidente a Dino Mulotto (già consigliere nel precedente mandato). Segretaria è stata confermata Donatella Finotto.
Questi i compiti affidati al nuovo Consiglio dal Vescovo: “Garantire la continuità nell’amministrazione della fondazione per assicurare anche per il futuro l’opera meritoria da un punto di vista umano e cristiano dei Piccoli Rifugi e mantenere vivo il carisma della fondatrice, la Serva di Dio Lucia Schiavinato, trovando i modi per approfondirne e diffonderne i principi ispiratori e per portare avanti, nei tempi di oggi, la sua testimonianza di fede”.
Con questo nuovo Consiglio di amministrazione termina, dopo oltre 20 anni, l’impegno come presidente del sandonatese Carlo Barosco: a lui la Fondazione rivolge un sentito ringraziamento, che si unisce a quello espresso dal vescovo Tomasi.