Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
Resta calda la situazione profughi in Veneto. Mentre a Treviso c'è polemica per i 50 profughi mandati in autobus da Villorba a Treviso, desta attenzione la situazione in Veneto Orientale, soprattutto nella località balneare, dove c'è stata un'ispezione dell'autorità sanitaria.
Resta calda la situazione profughi in Veneto. Mentre a Treviso c'è polemica per i 50 profughi mandati in autobus da Villorba a Treviso, desta attenzione la situazione in Veneto Orientale. Questa mattina, 14 luglio personale dello Spisal, del Sian e dell’Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss10 hanno effettuato una ispezione al residence Magnolie di Eraclea mare dove sono attualmente alloggiati profughi di varia etnia.
Per conto dell’Ulss10 è intervenuto inoltre il direttore generale Carlo Bramezza, il direttore del Dipartimento di Prevenzione, dottor Luigi Nicolardi, affiancati da personale della Polizia Locale e dell’ufficio tecnico del Comune di Eraclea.
Dalla verifica non è emersa la segnalata condizione di sovraffollamento della struttura, nonostante questo però, la presenza di 243 persone, alloggiate in 42 alloggi, comporta inevitabili difficoltà di gestione, anche perché la struttura è collocata in un territorio a vocazione turistica. I tecnici dell’Ulss consigliano pertanto di effettuare, in tempi brevi, uno sfoltimento del numero dei profughi presenti affinché il fenomeno sia meglio gestito.
Sul fronte strutturale, in alcuni locali del residence è stato accertato il mancato funzionamento degli aspiratori nei servizi igienici ciechi e il non corretto collegamento di alcuni punti di illuminazione dell’impianto elettrico.
Per quanto riguarda la distribuzione degli alimenti pre-confezionati nel locale adibito a mensa, e la potabilità del’acqua erogata, non state rilevate carenze.
Nei prossimi giorni perverrà alla direzione generale anche l’esito degli accertamenti richiesti dallo Spisal alla cooperativa che gestisce il servizio ad Eraclea mare, in merito al personale impiegato.
Attualmente, sul territorio dell’Ulss10, sono presenti oltre 300 profughi alloggiati a Eraclea mare, Jesolo, San Donà di Piave, Portogruaro, Bibione. “Tale situazione, che si sviluppa in un periodo in cui le località di vacanza sono affollate di turisti, richiede un costante e straordinario impegno - dichiara il direttore generale Carlo Bramezza - . Ne consegue che il personale del Dipartimento di Prevenzione è seriamente in difficoltà nello svolgere la ordinaria attività di sicurezza sanitaria a tutela di turisti e residenti. Chiedo pertanto con fermezza, alla Prefettura, di interrompere l’afflusso di profughi nel territorio di competenza di questa Azienda e soprattutto nelle località del litorale”.