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Salzano: apre il Museo della filanda
Sabato 28 maggio alle 10, all'interno della festa della filatura, l'inaugurazione dell'esposizione innovativa ed "esperienziale", pensata con un'attenzione particolare alla disabilità, che coinvolgerà lo spettatore rendendolo protagonista di una vera e propria esperienza
La Filanda Romanin-Jacur è un luogo fortemente simbolico ed ha rappresentato una indiscutibile fonte di benessere sociale ed economico per la comunità locale. Costruita nel 1872 e attiva per circa 80 anni, la Filanda di Salzano ha dato lavoro a centinaia di donne, e centinaia sono state, nella campagna circostante, le famiglie impegnate nell’allevamento del baco da seta. Per la quantità e la qualità di seta prodotta divenne subito la più grande filanda del Veneto, una delle più importanti di tutto il Nord Est.
Da tempo a Salzano è iniziato un progetto culturale, da subito condiviso con Enti e Associazioni tra cui ricordiamo senz’altro l’Unità di Ricerca sull’Apicoltura e la Bachicoltura di Padova ed Echidna Associazione Culturale di Mirano, che accompagna il recupero del manufatto dellaFilanda Romanin-Jacur. Tale progettualità ha individuato come proprio paradigma lo slogan “dalla produzione industriale alla produzione culturale”, immaginando che una delle “merci preziose” di cui questo territorio ha bisogno sia proprio uno sviluppo socio-culturale a partire da un recupero attivo di questa importante eredità.
Promuovere il complesso Villa – Parco – Filanda e, all’interno di quest’ultima, realizzare un vero e proprio Museo significa valorizzare un polo culturale visitabile in ogni periodo dell’anno-in posizione baricentrica tra Venezia, Padova e Treviso - con particolare attenzione verso un turismo di tipo sostenibile che mette al centro le eccellenze locali e le rilancia.
Il Museo espone il materiale legato alla filatura, alla gelsicoltura e alla bachicoltura, dai grandi macchinari agli oggetti più piccoli e delicati, di modo che tali materiali possano essere fruiti dal maggior numero possibile di persone, ma è stato progettato e allestito soprattutto come museo innovativo, in grado di coinvolgere il visitatore da un punto di vista non solo mentale maanche sensoriale e di renderlo protagonistapiù che di una semplice visita, di una vera e propria esperienza.
L’obiettivo ambizioso è stato quello di creare un percorso museale con una attenzione speciale verso la disabilità, e in questo percorso, riscoprirsi tutti uguali: persone diversamente abili, studenti, bambini, semplici turisti. Tutti accomunati dalla voglia di scoprire, di sapere, di immergersi davvero nella conoscenza.
L’elemento nuovo e peculiare del progetto, è quello legato al concetto di Visitor Experience. Un modo al contempo ‘tradizionale’ e ‘innovativo’. Un’esposizione ‘tradizionale’ perché si focalizzerà sul principio del valore pedagogico delle esposizioni, e allo stesso tempo una esposizione ‘innovativa’ perché nella sua forma “parlerà” ai visitatori in maniera completamente nuova.
Il focus del progetto è la possibile e più completa fruizione attraverso l’utilizzo della tecnologia intesa come prezioso alleato per spezzare le barriere fisiche e percettive. Video e animazioni, gallery fotografiche, testi, musiche, suoni e rumori, per un sinestetico coinvolgimento acustico/visivo che travalica il limite fisico museale, rendendo il passaggio un avvenimento e l’architettura un’esperienza.
Assoluta novità dal punto di vista museale è la SILKBOARD, la “tavoletta della seta”. Si tratta di un semplice pezzo di cartone ma attraverso di essa il visitatore può scoprire le tematiche e i contenuti del Museo in un modo del tutto autonomo. Ad ogni visitatore viene consegnata la sua Silkboard personale, il suo personale “cartoncino delle idee”: un uno strumento sorprendente che lo coinvolge in modo attivo e ludico. Il suo utilizzo è completamente intuitivo, semplice come un libro: il fatto stesso di aprirlo aziona su di esso una proiezione. La Silkboard serve come uno schermo per immagini e filmati e i visitatori possono utilizzarla per muoversi all’interno del Museo selezionando i contenuti nelle tre macro Aree che sono Il Baco da Seta, La Filatura, La Filanda di Salzano. Essa contribuisce a rendere la visita del Museo un’avventura assolutamente personale utilizzando una tecnologia del tutto particolare.
Il collegamento innovativo e intelligente tra hardware, software, contenuti e precise modalità di interazione consente un’esperienza museale completamente nuova, divertente e intuitiva, in grado di catturare l’attenzione dei bambini e dei giovani.
Il fine non però è quello di “stupire”, viceversa quello di creare una “dimensione narrativa” che consenta anche alla persona meno vicina al mondo della seta di venire a contatto non solamente con l’oggetto fisico esposto ma anche con tutti quegli aspetti immateriali che all’oggetto sono legati.
Quello che si è allestito, in conclusione, è un museo in grado di rendere fruibile “il vissuto” della Filanda, da parte di tutti, con tutti i sensi, con tutte le tecnologie.
Una Filanda che diventa Muse-abile, una Filanda in cui ciascuno si senta muse-abile.
L’inaugurazione del Museo avrà luogo sabato 28 maggio alle ore 10.00



