giovedì, 21 maggio 2026
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Santa Maria di Sala, Speedline acquisita dal gruppo torinese Sigit: parte il rilancio

Una notizia storica e positiva per i lavoratori e le loro famiglie, oltre che per tutto il territorio, che si trascina fin dal 2021

Lo scorso 19 maggio è stata ufficializzata l’aggiudicazione di Speedline - l’azienda di Santa Maria di Sala che produce cerchi in lega di alluminio di alta gamma - da parte del gruppo torinese Sigit. Una notizia storica, positiva per i lavoratori e le loro famiglie, ma anche per tutto il territorio. Era il 19 dicembre 2021, quando ci fu una grande manifestazione di lavoratori e cittadini, in seguito alle notizie della chiusura della fabbrica: in quella occasione, accanto ai lavoratori e alle Istituzioni civili, ci fu la presenza forte delle Chiese di Treviso, Venezia, Padova e Chioggia, con i loro Vescovi o rappresentanti, e la messa presieduta da mons. Tomasi, davanti a villa Farsetti.

“Una vertenza che ormai prosegue da quattro anni, durante i quali le lavoratrici e i lavoratori di Speedline hanno pagato pesantemente le scelte operate dal gruppo Ronal e successivamente dal fondo tedesco Callista - sottolinea una nota congiunta delle rappresentanze sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil -. Come organizzazioni sindacali, riteniamo importante la conclusione di questa delicata fase del percorso, avvenuto dopo un lungo lavoro da parte dei commissari. Con la gestione del bando di gara internazionale si è giunti all’aggiudicazione dell’azienda a un gruppo industriale italiano”.

La fase che seguirà vedrà la definizione dell’accordo. “Un confronto sindacale delicato, che per noi dovrà sicuramente tenere conto della storia, della professionalità e delle potenzialità di una realtà industriale come Speedline, elementi che auspichiamo emergano dal piano industriale per rilanciare questa impresa”.

Un piano che, dicono le organizzazioni sindacali, “dovrà avere come primo obiettivo la salvaguardia occupazionale, reddituale e il mantenimento del presidio industriale nel territorio”. Importante, in questa vicenda, la sinergia tra parti sociali, Regione e Ministero, che ha portato a un positivo risultato. “Oggi restituiamo una prospettiva industriale concreta a un marchio storico del nostro Paese, salvaguardando competenze, occupazione e capacità produttiva”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

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