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Sport paralimpico: siglata un’alleanza tra Ulss 3 Serenissima e Cip

L’Unità operativa della Medicina dello sport e dell’esercizio fisico di Noale avrà un ruolo centrale nel progetto presentato nei giorni scorsi

Grazie a un’inedita alleanza tra Ulss 3 Serenissima e Comitato italiano paralimpico, il territorio dell’azienda sociosanitaria del Veneziano si pone all’avanguardia nelle iniziative volte a stimolare la partecipazione delle persone con disabilità all’attività sportiva. Spiega il direttore generale, Massimo Zuin: “Con questa firma congiunta, l’Ulss 3 Serenissima affianca il Comitato italiano paralimpico, nella sua mission per la diffusione della cultura paralimpica nella società contemporanea. L’impegno che assumiamo, si tramuta in protocolli di presa in carico e di affiancamento concreto all’universo sorprendente della pratica sportiva tra le persone con disabilità: le strutture, le competenze dei nostri specialisti, e un’esperienza consolidata nella medicina dello sport, vengono messi ancor più a disposizione di chi, per praticare lo sport e per competere, esalta e sublima limiti fisici, in apparenza non superabili”.

Attraverso l’Unità operativa della Medicina dello sport e dell’esercizio fisico di Noale, l’Ulss 3 Serenissima ha aderito, in partnership con il Comitato paralimpico del Veneto, a un avviso pubblico promosso dal Cip nazionale. La convenzione è il riconoscimento dell’efficacia del progetto presentato, fondato sui seguenti obiettivi: garantire la valutazione medico-sportiva e il rilascio dell’idoneità agonistica e non agonistica per persone con disabilità; offrire un supporto multidisciplinare alle persone con disabilità che si avviano a un’attività paralimpica e agli atleti paralimpici di alto livello; promuovere un percorso integrato di valutazione clinico-funzionale, finalizzato all’avvio individualizzato verso attività motorie e sportive adeguate alle capacità del soggetto con disabilità.

“Questo approccio alla disabilità - commenta Davide Giorgi, presidente del Comitato paralimpico del Veneto - rappresenta una dinamica estremamente innovativa, e si colloca all’interno della visione strategica, che immagina un ruolo sempre più centrale delle strutture sociosanitarie nel promuovere una rinnovata cultura dell’inclusione, attraverso lo sport”. Lo sport ora è un diritto riconosciuto in Costituzione, per tutti. “Le stesse recentissime Paralimpiadi - sottolinea ancora Giorgi - confermano che lo sport è un formidabile strumento di riabilitazione e inclusione”.

Il nuovo percorso vedrà, inoltre, la collaborazione tra l’Ulss 3 Serenissima e il nuovo Centro regionale di preparazione paralimpica, che è stato di recente, formalmente riconosciuto dal Cip nazionale alla polisportiva Terraglio-Fisiosport e che sarà, assieme alle società sportive, il punto riferimento per l’avvio alle discipline sportive degli atleti di alto profilo. Sul percorso compiuto, e sui benefici ricevuti dalla pratica sportiva, anche al di là dei successi poi conseguiti, hanno portato la loro testimonianza gli atleti Federica Yakymasko, Sauro Corò e Manuel Giuge: “Iniziative come questa - hanno sottolineato - che potenziano e stimolano la partecipazione, sono preziosissime per chi, a causa di una situazione di disabilità, rischia di chiudersi, e scopre invece nell’attività sportiva nuove ragioni di passione e di entusiasmo”.

I più recenti dati Istat e Cip dicono che, in Veneto, le persone con disabilità rappresentano circa il 3,8% della popolazione: di queste, 72.000 rientrano nella fascia d’età 0-64 anni, ma solo 2.550 persone praticano attività sportiva continuativa.

Anche sull’onda dei Giochi paralimpici di Milano-Cortina 2026, va colta l’occasione di promuovere una crescita strutturata della cultura paralimpica e di orientare in modo più efficace le persone con disabilità verso la pratica sportiva: “Su questi temi l’Ulss 3 Serenissima, con la Medicina dello sport e dell’esercizio fisico che ha sede a Noale - commenta la direttrice, Erica Brugin - è da sempre in prima linea: stimiamo che, sul territorio della nostra azienda sanitaria, in età 0-65 vi siano circa 10.000 persone con disabilità, e di queste circa 300-350 praticano esercizio fisico con continuità”.

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