Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Casa: c'è ancora tanto da rifare
Il prof. Ezio Micelli, intervenuto al convegno “Abitare il Veneto”, organizzato dalla Cisl, lancia delle proposte per rigenerare il patrimonio immobiliare di cui le città venete hanno bisogno. Case costruite molti anni fa, dispendiose e poco confortevoli
“Caro signor Rossi, noi le prepariamo il cappotto, le cambiamo i serramenti e mettiamo i pannelli fotovoltaici senza chiederle nulla. Ma facciamo un patto: l’anno scorso ha pagato tremila euro di bollette, tra luce e gas e, siccome d’ora in poi, grazie a questo intervento, ne pagherà solo mille, lei ci darà i duemila euro annui risparmiati sulle bollette”. Potrebbero essere queste le parole da usare per avviare quel grande intervento di rigenerazione del patrimonio immobiliare di cui le città del Veneto - ma anche i piccoli e medi centri - hanno bisogno. Ne è convinto Ezio Micelli, docente di Estimo e Valutazione economica dei progetti allo Iuav di Venezia, nonché direttore del Master in rigenerazione urbana e innovazione sociale.
“E che vantaggio ne avrei, scusi?” domanderà il signor Rossi. Gli risponderà l’interlocutore. Da subito vivrà in una casa più confortevole e calda d’inverno e più fresca d’estate. “Passando in classe A il suo alloggio acquisterà valore, anziché perderlo come sta facendo da anni rimanendo in classe G. Inoltre anche l’ambiente ne sarà lieto: una casa efficiente dal punto di vista energetico - e quindi ben isolata - significa meno combustibile e gas rilasciati nell’atmosfera. Non sarà un toccasana immediato per il suo portafogli, e forse questo non l’entusiasmerà, ma la natura in cui anche lei è immerso ne trarrà giovamento: i suoi nipoti la ringrazieranno.”
“Bisogna immaginare un percorso che dia vita a una rigenerazione complessiva del patrimonio immobiliare”, sottolinea il prof. Micelli, intervenuto venerdì 23 giugno al convegno “Abitare il Veneto”, promosso da Cisl Veneto insieme a Sicet Cisl Veneto (Sindacato inquilini, casa e territorio) e Filca Cisl Veneto (Federazione italiana lavoratori costruzioni e affini). La questione, in effetti, è che una gran maggioranza dei 2 milioni e 650mila alloggi circa presenti in Veneto sono case “colabrodo”. Costruite per il 70% negli ultimi settant'anni (soprattutto fra gli anni '50 e '80), sono dispendiose e poco confortevoli. “Il fatto è che - continua Micelli - la comunità veneta ha un problema: è sottopatrimonializzata e non ci si può aspettare che dia vita autonomamente ad un percorso di riqualificazione dello stock residenziale. Le nuove famiglie, in particolare quelle straniere che oggi rappresentano il 10,5% della popolazione, magari hanno comprato l’alloggio ma, pagandone ancora il mutuo, non hanno la percezione dell’urgenza di cambiare la qualità della casa che abitano”.
Per questo, sostiene il docente, occorre avviare un accompagnamento virtuoso, che metta insieme una certa lungimiranza di veduta con strumenti di sostegno e di finanza efficaci e chiari.
“Il Superbonus 110% si è dimostrato troppo costoso per lo Stato e ha avuto un effetto modesto. Però, con percentuali più contenute, le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione funzionano; e le si potrebbe abbinare a strumenti finanziari nuovi”.
E’ come se il concessionario da cui compriamo l’auto dicesse: “Con l’elettrica il pieno ti costa 10 euro anziché 50; però, siccome l’auto nuova costa molto, ti propongo di darmi, per tot anni, i 40 euro che risparmi ad ogni pieno”.
Basterà per cambiare e far venir voglia a migliaia di famiglie venete di intervenire? Risponde il docente veneziano: “Bisogna ricordarsi di una cosa: se si è proprietari di un immobile vecchio e non efficiente, il suo valore è continuamente in calo, al contrario degli alloggi nuovi o ristrutturati con standard alti di efficienza energetica. Continuando su una china di inerzia, invece, si impoverisce la parte del ceto medio più fragile, perché la cassaforte del ceto medio si chiama casa ed è la riserva di valore su cui le famiglie hanno puntato. Stare fermi ad aspettare può solo peggiorare le cose”.



