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Giorni contati per i vitalizi? L'amarezza degli "ex"
Il “taglio” per ora resta solo una minaccia. La cosiddetta legge sui vitalizi dei parlamentari, che estende il sistema contributivo anche a chi ha esercitato l’incarico in passato, con effetto retroattivo è al momento ferma in Senato, dopo l’approvazione della Camera dei Deputati. Tra coloro che attendono con maggiore trepidazione ci sono naturalmente gli ex parlamentari. Comprensibilmente poco soddisfatti, alcuni decisamente arrabbiati.
Il “taglio” per ora resta solo una minaccia. La cosiddetta legge sui vitalizi dei parlamentari, che estende il sistema contributivo anche a chi ha esercitato l’incarico in passato, con effetto retroattivo è al momento ferma in Senato, dopo l’approvazione della Camera dei Deputati.
Martedì scorso, infatti, è stata respinta la richiesta del Movimento 5 stelle di andare avanti a tappe forzate, attraverso la procedura d’urgenza, per arrivare al voto definitivo del Senato prima delle vacanze. Se ne parlerà dopo le ferie, quando il calendario di Palazzo Madama si annuncia particolarmente intasato.
I grillini dicono che il Pd non fa sul serio, i Democratici rispondono che il disegno di legge è una loro proposta (il primo firmatario è l’on. Matteo Richetti). Insomma, schermaglie da campagna elettorale. Difficile dire se la legge vedrà mai la luce. E se, una volta eventualmente approvata, sopravviverà ai ricorsi e al giudizio della Corte Costituzionale.
Tra coloro che attendono con maggiore trepidazione ci sono naturalmente gli ex parlamentari. Comprensibilmente poco soddisfatti, alcuni decisamente arrabbiati.
Uno degli ex parlamentari più giovani, il leghista trevigiano Mauro Michielon, mantiene il fairplay e il basso profilo: “Su questa cosa noi ex parlamentari siamo gli unici a non poter esprimere pareri. Siamo parte in causa, non mi pare giusto. E poi il mio partito, la Lega Nord, ha votato a favore”. Resta lo spazio solo per un’osservazione: “E’ quella che fanno tutti, se si scardina il principio dei diritti acquisiti si crea un precedente, si crea uno spazio in seguito al quale ognuno poi potrebbe fare le sue interpretazioni anche per altre categorie”.
Quelli della retroattività e dei diritti acquisiti sono aspetti che vengono toccati anche da altri, ma con toni decisamente più bellicosi.
Luciano Falcier (deputato Dc dal 1983 al 1987 e senatore di Forza Italia dal 2001 al 2006), è un fiume in piena: “Mi fa pena - dice - vedere la Camera dei Deputati eseguire ordini che vengono da fuori, dato che tutti i leader - Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini - non siedono nel Parlamento italiano. Questo è un Parlamento che non sa difendersi. Affinché un parlamentare sia libero di poter fare le sue battaglie deve aver anche la libertà economica, non solo durante il suo mandato, ma anche dopo. Andremo a finire come cento anni fa, quando la politica la potevano fare solo i ricchi. Questa è comunque la conferma che la politica non conta più nulla, altri comandano”. L’ex parlamentare di Fossalta di Piave prosegue toccando il nodo della retroattività: “Io penso che la Corte Costituzionale cancellerà tutto. Se così non fosse, penso che i pensionati possano iniziare a preoccuparsi. Se c’è un’esigenza di contribuire al risanamento del bilancio può esser giusto pensare a dei ridimensionamenti, ma mettere mano ad un principio di civiltà deve preoccupare tutti. Invece si prende questa decisione solo per il piacere di vedere gli ex parlamentari diventare degli straccioni. Conosco persone... vedove... che hanno solo il vitalizio. In questo modo il Pd crede di guadagnare voti, ma si sbaglia, il vantaggio sarà tutto dei 5 stelle”.
Decisamente perplesso anche Gian Pietro Favaro, senatore di Forza Italia dal 2001 al 2006 e prima ancora sindaco di Riese e consigliere regionale per la Dc: “Ovviamente nessuno è soddisfatto quando riceve un danno economico. Qui, poi si erode il principio della retroattività solo per una categoria, quella dei politici. Dobbiamo contribuire al risanamento del Bilancio? Facciamolo tutti, perché solo i politici? Chi è benestante paghi una patrimoniale. Perché nessuno va a vedere le pensioni dei manager che hanno fatto fallire le aziende pubbliche? Io invece ho fatto il sindaco semigratis, prendendo prima l’equivalente di 60 euro al mese, poi l’equivalente di 120 euro, continuando ad insegnare. Oggi c’è chi prende 3mila euro con diritto all’aspettativa”.
Siro Zanella, già sindaco di San Biagio di Callalta e senatore per il Psi dal 1987 al 1992, afferma: “Non posso certo essere soddisfatto. Ho fatto trent’anni di attività politica, se avessi saputo prima che mi cambiavano in corsa le regole del gioco avrei fatto altre scelte. Il principio da cui si parte per approvare questa legge può anche essere giusto, ma andrebbe applicato in modo diverso, ad esempio tenendo conto della situazione reddituale di ciascuno, confido quanto meno in qualche correzione. C’è poi da dire che continuare a disprezzare il lavoro dei parlamentari non mi sembra una gran cosa. E’ malinconico che i politici di oggi, nominati più che scelti, debbano piacere al capo piuttosto che agli elettori”



