martedì, 15 settembre 2026
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Giù le mani dal Pnrr

Il Governo la chiama polverizzazione dei fondi, con progetti finiti in mille rivoli. Da qui l’ipotesi di una massiccia riformulazione del Piano. In realtà, i Comuni non ci stanno. E sono molti i lavori in rampa di lancio, anche nel nostro territorio. Ecco i principali

Il Governo l’ha chiamata “polverizzazione di fondi Pnrr”. Si tratta della miriade di progetti che i Comuni, su richiesta dell’Esecutivo, hanno proposto, progettato e stanno cercando di attuare, per rendere più vivibile il territorio sul piano dei diritti civili, dell’assistenza sanitaria e sociale, dell’istruzione e della sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda la nostra diocesi tutti i Comuni hanno progetti con il Pnrr, anche uno dei Comuni più piccoli, Monfumo, tra i colli di Asolo, si è attivato ottenendo una cifra di 300 mila euro per l’efficientamento energetico (in genere in questi Comuni si tratta di migliorare l’illuminazione pubblica) e progetti per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione (miglioramento del sito istituzionale e implementazione dell’applicazione “io”). Complessivamente, però, nel territorio arrivano 3 milioni e mezzo di euro, se si tiene conto dell’ambito territoriale di Asolo, grazie a progetti che hanno come capofila Castelfranco Veneto. Questi ultimi sono progetti di inclusione sociale di grande importanza, come un’abitazione-lavoro per soggetti con disabilità.

Più consistenti i fondi per Mogliano Veneto 15,6 milioni di euro per 37 progetti di cui tre milioni sono per la prevenzione dello stress lavorativo, il sostegno della capacità genitoriali, e abitazioni e percorsi per promuovere l’autonomia per le persone con disabilità. Purtroppo, questo settore (percorsi di autonomia), che a livello nazionale arriva a complessivi 500 milioni di euro, è in ritardo. Direttamente il Comune di Mogliano Veneto ha progetti per più di 1,36 milioni di euro. Tra i Comuni che hanno subito i ritardi, per le decisioni nazionali relative alla scuola, c’è anche Caerano di San Marco che ha destinato 3 milioni euro, quasi tutti i fondi che gestisce direttamente, ovvero 3,9 milioni, alla ristrutturazione dell’asilo e scuola dell’infanzia di via Gramsci. Sull’intero territorio di Caerano saranno investiti dal Pnrr più di 7 milioni di euro (ricordiamo che oltre al Comune ci sono anche aziende, scuole, istituzioni che accedono al Pnrr). Anche l’Amministrazione comunale di Treviso ha fondi piuttosto importanti da gestire, quasi 60 milioni: dei 39 progetti presentati 13 sono dedicati all’inclusione sociale, 15 alle infrastrutture, tra i quali ci sono 5 milioni di euro per bus elettrici. Molti, come in tutti i Comuni, gli interventi edilizi, in particolare 3 milioni di euro per la ristrutturazione della scuola Stefanini.

Nel territorio del Comune di Treviso arrivano, grazie ad altri enti e sinergie, complessivamente 88 milioni di euro per 138 progetti. Ad esempio sul territorio viene realizzato dalle Acli un progetto dedicato al servizio civile universale finanziato con 285 mila euro dal Pnrr e da 134 mila di ulteriore contributo pubblico. Nell’area del Comune di Montebelluna vengono realizzati 59 progetti per un totale di 28 milioni di euro. La maggior parte dedicati alle scuole, con 11 milioni si interverrà sull’Einaudi Scarpa, sull’istituto Veronese, su scuole di primo grado e palestre. 8 milioni saranno dedicati alla inclusione sociale. 592 mila euro servono per la transizione ecologica. Il Comune di Montebelluna gestirà direttamente 12 milioni di euro, per lo più destinati a riqualificazioni edilizie. Solo due progetti sono dedicati alla digitalizzazione. Il piano per l’estensione del tempo pieno e le mense è in ritardo e alcuni piani di messa in sicurezza sono “da avviare”.

Continuando a spulciare i dati di “Openpolis” aggiornati al marzo scorso, nel Comune di Riese Pio X troviamo un paio di finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese e per la transizione digitale già spesi a favore di due aziende per circa 500 mila euro. Nel territorio del Comune arrivano quasi 8 milioni di euro con una forte spinta alla digitalizzazione e all’inclusione sociale, quest’ultimo settore è in ritardo e riguarda un’ampia area della Castellana denominata Ven 8-Asolo.

In precedenza sul nostro giornale avevamo già detto della bocciatura europea del nuovo stadio di Venezia relativamente ai fondi Pnrr. Comunque alla Città metropolitana, che comprende diverse parrocchie della diocesi di Treviso, arriva quasi un miliardo e mezzo di euro e sono in campo 1.352 progetti, ai primi posti la digitalizzazione, scuole e transizione ecologica, solo 55 i progetti di inclusione sociale. La “piccola” Martellago gestisce, comunque, 5 milioni di euro. Sarà ampliato l’asilo nido “Il pulcino”, 5 progetti riguardano la digitalizzazione e altrettanti la transizione ecologica. Mirano spinge avanti 19 progetti, per 9 milioni di euro, scuole in primo piano con l’asilo nido di Zianigo, la riqualificazione della mensa scolastica e il miglioramento sismico della media Da Vinci.

Camposampiero (Pd) ha ben 36 progetti in campo per 20 milioni di euro, quasi fosse un Comune capoluogo. La parte del leone la fanno i progetti sulla salute dal momento che c’è un presidio ospedaliero. Gran parte dei fondi vanno all’ospedale, ma spunta un ospedale di comunità e la casa della comunità di Camposampiero, progetti consistenti per quasi 4 milioni di euro, entrambi “in corso”, ma rallentati dalle lungaggini centrali.
Proprio consultando il sito “Openpolis”, i grafici mostrano la forte spinta dei Comuni a inizio 2021 per la presentazione dei progetti e nel 2022 gli indicatori di attuazione si appiattiscono, con un ritardo che l’Anci attribuisce ai Ministeri.

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