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L’Associazione Comuni Marca Trevigiana continua con Mariarosa Barazza
Con 53 voti favorevoli, 8 astenuti e 3 contrari, la sindaca di Cappella Maggiore Mariarosa Barazza sarà presidente facente funzioni dell’Associazione Comuni della Marca trevigiana
Mariarosa Barazza, sindaca di Cappella Maggiore, sarà presidente facente funzioni dell’Associazione Comuni della Marca trevigiana e rimarrà invariato il Consiglio direttivo. L’ha deciso, martedì 7 aprile, l’assemblea dell’Associazione. Con 64 presenti, i voti favorevoli sono stati 53, 8 gli astenuti e 3 i contrari.
Dopo la decadenza della presidente Paola Roma, diventata assessore regionale, l’Associazione Comuni si era ritrovata per decidere se proseguire con la reggenza di Barazza, e con lo stesso Direttivo, fino alla fine del mandato, prevista per l’estate 2027, oppure eleggere un presidente già all’assemblea di giugno.
La scelta, a maggioranza, dei sindaci e delle sindache è caduta sulla prima opzione. Non è stata, dunque, una decisione unanime, e il comunicato nasconde la frattura che si è venuta a creare, negli ultimi giorni, tra gli amministratori di Fratelli d’Italia, che puntavano alla presidenza, con il sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, e della Lega.
Il mancato accordo, causato, oltre che dalla mancata convergenza sul nome, anche dalle frizioni su Asco Piave, ha portato i sindaci leghisti a proporre la proroga di Barazza, espressione del Partito democratico, che in passato ha già presieduto l’Associazione Comuni. La decisione ha portato i sindaci di FdI ad astenersi.
“Ringrazio i colleghi e le colleghe per la fiducia accordata e lavorerò con passione, come ho sempre fatto, per portare a termine il mandato assieme al Consiglio direttivo, che rimane invariato - ha detto Mariarosa Barazza -. Abbiamo convocato l’assemblea perché, dopo la decadenza di Paola Roma che è diventata assessore regionale, dovevamo decidere che strada intraprendere: se proseguire con la mia reggenza, accompagnando il mandato a scadenza naturale e portando la presidenza dell’Actm e quella del Centro Studi a essere allineate, oppure eleggere un nuovo presidente, disallineando però le due elezioni. Alla fine credo abbia prevalso il buon senso e la responsabilità da parte di tutti”.



