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Nonni: festeggiati ma sempre più protagonisti

Il loro ruolo si è ampliato e oggi i nonni entrano maggiormente nelle dinamiche educative, pur senza sostituirsi a mamma e papà. E c’è chi organizza incontri dedicati appositamente a loro. Ne parliamo con la psicopedagogista Rita Scantamburlo in occasione della Festa del 2 ottobre.

Dinamici, premurosi, accoglienti. Sono i nonni di ieri, ma soprattutto di oggi, quelli che accompagnano i nipoti a scuola o dal pediatra, li seguono al pomeriggio nei compiti o nelle attività sportive, li portano alle feste di compleanno degli amichetti, al parco giochi o anche in vacanza. Nonni – talvolta ancora lavoratori e con numerosi impegni – capaci di ascolto, motori di conoscenza, costruttori di fiducia e di sicurezza. Le loro fotografie non si sovrappongono più a quelle scattate anche solo vent’anni fa, perché se pur è vero che il loro compito essenziale continua ad essere quello di costituire le radici affettive e la continuità storica della famiglia, il loro ruolo invece si è modificato. Nessuno del resto insegna loro a fare i nonni, lo imparano inevitabilmente per prove ed errori. “Nel contesto attuale, caratterizzato dalla precarietà del lavoro, a volte anche dalla crisi della coppia, nonni e nonne sembrano rimanere un solido architrave della famiglia” spiega Rita Scantamburlo, psicopedagogista e psicoterapeuta, coordinatrice della scuola dell’infanzia parrocchiale di Salzano dove ogni anno organizza incontri appositamente rivolti ai nonni.
Cosa è cambiato?
Oltre ad essere nonni ancora molto attivi, impegnati nel lavoro, in compiti di cura familiare o a coltivare le proprie passioni, si trovano a vivere anche molto tempo durante la giornata con i nipotini e questo inevitabilmente ha ricadute educative. Si sentono per lo più disorientati di fronte alle nuove tecnologie. Vivono con sofferenza le situazioni di conflitto familiare, le separazioni.
Sono un pilastro del nostro welfare…
Certamente. Di positivo c’è che questo rassicura molto i genitori, ma di contro bisogna avere chiaro che i nonni così entrano maggiormente nelle dinamiche educative, pur senza sostituirsi a mamma e papà. Se in passato erano “educanti” in senso affettivo ora lo sono anche nella pratica. Per questo, è assolutamente necessaria la coerenza educativa, che può nascere solo nel dialogo e nel confronto tra gli adulti significativi che si occupano dei bambini.
Cosa regalano i nonni ai nipoti?
Sono importanti per costruire la storia e l’identità; donano tempo, perché di norma sono meno di fretta dei genitori, e dunque sicurezza, fiducia, riconoscimento. I nonni hanno la saggezza che proviene dalla lunga esperienza della propria vita, sono capaci di stemperare le situazioni che appaiono più critiche, sanno consolare e rilanciare. Tutti aspetti essenziali per rispondere ai bisogni dei bambini.
Questo ampliamento di ruoli non genera conflittualità?
E’ latente, può emergere soprattutto se non c’è reciproco rispetto e soprattutto dialogo. Ma, inquadrati nella prospettiva della gratuità e della libertà, sono davvero una risorsa importante per le famiglie, strangolate da ritmi di vita e criticità che complicano le giornate. Non sempre per i genitori è facile delegare ai nonni tanta parte della gestione quotidiana dei figli, subentrano i sensi di colpa, il timore che così i bambini crescano senza regole… Ma i figli sanno distinguere i ruoli educativi e solo in alleanza si possono davvero crescere le nuove generazioni.
I nonni “viziano” i nipoti, con loro i bambini non fanno mai i capricci… Quanto c’è di vero?
Non si tratta di vizi e nemmeno di capricci. Piuttosto della capacità, più o meno consapevole, di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei bambini. I nonni mettono al centro i nipoti, non solo lo possono fare ma è anche utile perché si sentano accolti, riconosciuti, voluti bene. Sono rassicuranti. Certo, arriva il momento durante la giornata in cui i bambini rientrano dai genitori e questo dona ai nonni anche un tempo di “recupero”.
Sono difficili, i bambini di oggi?
Sono come tutti i bambini, certo chiedono, vogliono conoscere, capire, sperimentare. Sono continuamente bombardati da tanti stimoli che devono digerire, riorganizzare. Ma anche i nonni di oggi hanno molte energie e molto entusiasmo.

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