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Renzi a Treviso: il sì a referendum è il pin per cambiare il paese

“La nostra ambizione – ha detto rivolto al folto pubblico dell’auditorium della Città delle istituzioni all’Appiani – va molto al di là del referendum sulla riforma. Molti pensano che quello sia il traguardo, invece è un punto di partenza".

06/10/2016

Sono passati due anni e mezzo, ma sembrano molti di più. Nel marzo del 2013 Treviso era stata la prima tappa del tour italiano di Renzi in ascolto della società civile. Una visita che era stata accompagnata da molta attesa e curiosità. La visita di ieri (aziende, scuole dell’infanzia paritarie, sindaci, incontro sul referendum) rivelano un premier in cerca del consenso sociale perduto, sempre comunicatore efficace ma più nervoso, costretto a dare risposte al pubblico presente perfino durante il comizio per il Sì.

“La nostra ambizione – ha detto rivolto al folto pubblico dell’auditorium della Città delle istituzioni all’Appiani – va molto al di là del referendum sulla riforma. Molti pensano che quello sia il traguardo, invece è un punto di partenza, il pin per poter cambiare il paese”.

Renzi, che ha parlato in una sala addobbata con il tricolore e senza alcun simbolo di partito, ha voluto entrare nel merito della riforma e sulle polemiche legate alla scheda. "Questo è il quesito che la legge prevede per il referendum costituzionale".

Ed ha proseguito: "E' la legge italiana - ha aggiunto - non lo dite a quelli del comitato del No perché potrebbero rimanerci male, ma è la legge. Il titolo della legge andava bene a tutti, non hanno fatto emendamenti. Di più: anche il comitato del no ha raccolto le firme per il referendum. Su quale quesito? Su questo. Il tema era talmente evidente che nel fare la loro richiesta di referendum non si sono inventati un quesito diverso, non hanno detto che era una truffa".

Per Renzi sono pretestuose le critiche del Comitato del no: “Parlare di deriva autoritaria è offensivo, nel mondo ci sono paese che mettono in carcere oppositori, giornalisti, insegnanti. E quando mi dicono che la riforma prevede un Presidente del Consiglio padrone d’Italia sfido tutti a dirmi in quale articolo c’è questa cosa”.

"Se volete che questo Paese cambi, non per me e nemmeno per voi, ma per i nostri figli, se volete che abbia un sistema più semplice, non lasciatemi solo, perché da solo non ce la faccio". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando a Treviso del referendum costituzionale. "Se ci credete - ha aggiunto - fate un comitato, parlate con la gente. Se pensate che finalmente si può cambiare basta un sì. Ma questa non è più una scelta mia". "Il mondo - ha concluso - ha bisogno dell'Italia; io non voglio un paese museo ma un paese laboratorio, del quale si possa essere orgogliosi".

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