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Prendersi cura di chi è fragile: le tutele per i caregiver familiari

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle situazioni di non autosufficienza rendono sempre più frequente una realtà vissuta da molte famiglie: assistere quotidianamente un genitore anziano, un coniuge malato o un familiare con disabilità. Un impegno che richiede tempo, energie e spesso sacrifici personali e professionali.

Per questo, l’ordinamento giuridico prevede alcune forme di tutela a favore di coloro che svolgono questo prezioso ruolo di cura, i cosiddetti caregiver familiari, letteralmente “prestatori di cura” che si distinguono dal caregiver professionale (o badante). Tra gli strumenti più conosciuti vi sono i permessi previsti dalla Legge 104/1992. I lavoratori che assistono una persona con disabilità grave possono usufruire di tre giorni di permesso retribuito al mese, con copertura contributiva.

La normativa riconosce, così, la necessità di conciliare gli impegni lavorativi con le esigenze assistenziali della persona fragile. In situazioni particolarmente gravose, è inoltre previsto il congedo straordinario retribuito, che consente di sospendere l’attività lavorativa fino a due anni complessivi per assistere un familiare con disabilità grave. Si tratta di una misura importante, che permette di affrontare periodi di particolare difficoltà senza perdere il posto di lavoro.

Le famiglie possono, inoltre, beneficiare di agevolazioni economiche e fiscali, come l’indennità di accompagnamento e le detrazioni per alcune spese sanitarie e assistenziali. A queste si aggiungono, in molti territori, interventi e contributi promossi da Comuni e Regioni per sostenere l’assistenza domiciliare. E’ recentissima la presentazione da parte della Regione Veneto del progetto di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, con l’intento di riconoscere il valore sociale ed economico, per l’intera collettività, dell’attività di assistenza e cura non professionale non retribuita, prestata nel contesto familiare e affettivo a favore di persone che necessitano di assistenza continuativa. La figura del caregiver viene riconosciuta come componente attiva e risorsa della rete di assistenza alla persona e del sistema regionale integrato dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari. Il testo riconosce, inoltre, i bisogni del caregiver in sintonia con le esigenze della persona accudita, prevedendo interventi e azioni di supporto. Al di là degli aspetti normativi, il tema richiama una riflessione più ampia. La cura delle persone fragili non riguarda soltanto la sfera privata, ma rappresenta un valore sociale fondamentale. Una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura dei più deboli. In questo senso, le tutele riconosciute ai caregiver non sono soltanto benefici giuridici, ma il segno concreto di una società che riconosce il valore della solidarietà e della responsabilità reciproca. (Avv. Silla Grava, Avv. Monica Fanton)

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