venerdì, 20 marzo 2026
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Le olimpiadi entrano in carcere

Gli atleti olimpici e paralimpici portano ai detenuti veneti i valori dello sport

Nello straordinario contesto dei giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, si inserisce il progetto “Olimpiadi in carcere”, ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda chance, associazione del Terzo settore che da anni si occupa in tutta Italia, e anche in Veneto, di formazione e reinserimento lavorativo di detenuti e detenute grazie a un protocollo con il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria).

Così il 4 marzo scorso, l’atleta olimpico Daniele Scarpa e la campionessa paralimpica Sandra Truccolo, sono entrati in casa circondariale a Treviso, per incontrare le persone detenute.

L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio che gode del patrocinio del Coni, della Fic e della Fick e della fondazione Cortina. Partito da Belluno, è, poi, proseguito a Cortina D’Ampezzo, in occasione delle Paralimpiadi e sarà il 30 marzo alla casa di reclusione di Padova.

L’idea è quella di portare negli istituti penitenziari, a partire da quelli veneti per, poi, estendere il progetto anche ad altre regioni d’Italia, un piccolo pezzo della storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi attraverso il racconto filmico e in presa diretta di due ori olimpici e paralimpici di straordinaria sensibilità e impegno sociale: Daniele Scarpa, medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996, e Sandra Truccolo, oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney. Il racconto della loro storia sportiva e personale in due documentari realizzati dalla giornalista veneziana Giovanna Pastega, collaboratrice dal 2022 di Seconda chance, si accompagna al racconto in prima persona dei due campioni. Questo per avvicinare i detenuti alle storie di impegno, fatica, lavoro e determinazione dei due atleti veneti, che sono stati capaci come pochi di affrontare le difficili sfide della vita e dello sport, riuscendo a vincere ogni difficoltà, anche la più insormontabile. Un modo per far conoscere i valori delle Olimpiadi e dello sport come impegno, rispetto, amicizia, eccellenza, fair play, lealtà, solidarietà e inclusione. Attraverso la proiezione dei due documentari e il racconto dei protagonisti, i detenuti delle carceri venete possono conoscere più da vicino la storia e il percorso di due campioni olimpici conosciuti nel mondo.

Il progetto prevede la possibilità, qualora autorizzata dalla direzione dell’istituto penitenziario, di introdurre in carcere, il giorno dell’incontro con i due atleti, un simulatore di voga il “Concept2

Rowerg – Indor Rowing”, utilizzato dai campioni del canottaggio in tutte le gare hyrox e crossifit, per una dimostrazione e prove di utilizzo.

Con il sostegno economico di sponsor o di enti pubblici/privati sarà possibile, inoltre, valutare la donazione di due simulatori di voga ai vari Istituti aderenti (uno destinato ai detenuti e uno agli agenti della polizia penitenziaria) per la realizzazione di corsi pratici di voga simulata, con lezioni tenute da operatori sportivi locali. Parallelamente, sono svolti laboratori dedicati all’alimentazione sportiva e al benessere psico-fisico e alla prevenzione. I due simulatori donati ai vari istituti aderenti possono, poi, garantire la prosecuzione autonoma per i detenuti delle attività sportive, oltre la durata del progetto.

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