sabato, 13 giugno 2026
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Rispetto e un grazie per tutti gli atleti alle Olimpiadi

Chi ha dato tutto, indipendentemente dalla medaglia, merita rispetto. Passione, impegno, desiderio sono aspetti importanti del nostro essere

C’è sempre un po’ di retorica attorno alle Olimpiadi e allo spirito olimpico. Ma, alla fine, le vicende sportive di queste manifestazioni ci lasciano sempre delle belle storie su cui meditare, e non sempre per fortuna, sono storie di successo. Certamente, la prima immagine è quella di Ilia Malinin pattinatore americano e vincitore annunciato dell’artistico. Due cadute consecutive e per lui solo l’ottavo posto: disperazione, delusione e le immagini del padre allenatore affranto e lui che, invece di ricevere sostegno, ne rimane mortificato. Poi il Gran Galà dove spensierato, in jeans e felpa ha dato il meglio di sé, con il pubblico a rendergli onore non per il risultato, ma per quello che lui è. L’altra immagine dalla 50 km di fondo femminile, la maratona della neve: la prima, la svedese Ebba Andersson attende al traguardo tutte le avversarie. Le saluta, le ringrazia, molte le abbraccia. A una concorrente sfinita e stesa sulla neve, va a addirittura a toglierle gli sci, fino all’ultima arrivata, attendendo molti minuti perché chi arriva, chi ha dato tutto, indipendentemente dalla medaglia, merita rispetto e un grazie. Siamo sempre là: passione, impegno, desiderio, non sono aspetti del nostro essere meno importanti se non portano ad un risultato, se non sono collegati a una prestazione. E come è difficile per noi genitori, educatori, insegnanti, riuscire ad alimentare tutto questo, dando significato a ciò che i ragazzi sono e fanno, al di là del risultato immediato, attraverso una presenza che non è giudizio, ma è l’accompagnare che alimenta la relazione e il dialogo. Certo non per tutti è così: bastava cambiare canale e trovare ancora chi giustificava la simulazione di un calciatore di qualche domenica fa, che di Olimpico aveva solo il ricordo dei tuffi di Klaus Dibiasi, sostenendo che, in fondo, è stato furbo, che così fan tutti, che chi è senza peccato scagli la prima pietra. Perché qui vincere è, invece, l’unica cosa che conta, e il fine giustifica i mezzi, ma noi sappiamo che neanche Machiavelli la pensava davvero così.

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