Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Donne e sport, Compagnoni: “Attività sportiva fin da bambine”
Un’icona storica dello sport: Deborah Compagnoni è stata la prima atleta ad aver vinto una medaglia d’oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello sci alpino; ha incassato quattro medaglie olimpiche di cui tre ori e tre ori mondiali.
Quale evoluzione riscontra nello sport maschile e femminile di oggi rispetto agli anni della sua carriera?
Sicuramente a quei tempi lo sport femminile in generale era meno considerato rispetto a quello maschile. Credo che dalla fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Duemila sia cambiato tantissimo l’approccio del pubblico verso settori femminili dello sport, ma questo anche a seguito di importanti cambiamenti organici.
Quali, nello specifico?
Per esempio negli sport invernali, nei primi anni Novanta, si è voluto investire sui settori femminili, con molti più allenatori qualificati, adeguandoli al maschile. Da lì sono arrivati i primi risultati, quindi si è cominciato a praticare di più e a considerarli di più anche nei settori giovanili. Nel ‘94 le donne hanno vinto tante gare alle Olimpiadi, anche nello short track che faceva praticamente il suo esordio in quegli anni. Questo dimostra che credendo e investendo in un progetto si ottengono risultati in tutti i sensi.
Questo si è poi verificato anche in altri sport?
Nel nuoto sicuramente, soprattutto negli anni Duemila, ma direi anche atletica e pallavolo. Penso che se ci fosse più spazio mediatico per altri sport crescerebbero tutti di più, ma mancano gli investimenti economici per fare tante gare e allenamenti fatti bene.
Perché lo stesso sport viene percepito in maniera diversa dal femminile al maschile?
Credo sia sbagliato paragonare il settore maschile a quello femminile: chi segue lo sport deve entrare più nell’ottica dell’analisi sportiva, concentrarsi sul gesto tecnico.
Quali sono le sue speranze future per lo sport femminile?
Mi auguro che continui così, ma non solo a livello di risultati. Il messaggio che possono dare tante donne che vincono è di far praticare lo sport anche alle bambine, ma soprattutto alle ragazzine. Lo sport è questione di benessere, di trascorrere del tempo lontani da percorsi pericolosi, di far parte di una squadra. Io sogno una scuola che faccia fare più attività sportiva, perché non tutti possono permettersi di iscrivere i figli privatamente a una società, e così si perde quell’età giusta in cui applicandosi si otterrebbero i risultati migliori, anche a livello di benessere personale.



