Almeno stando ai numeri.
La nuova vitalità della fede si concretizza nelle numerose domande di persone...
“Apri la tua porta, condividi la tua quotidianità: puoi aiutare una persona a ritrovare autonomia, legami e un posto nel mondo” è il messaggio della campagna di comunicazione lanciata dall’Ulss 2 Marca trevigiana in occasione della Giornata della Salute mentale, che ricorre ogni anno il 10 ottobre.
In particolare, l’azienda socio-sanitaria ha approfittato di questa ricorrenza per diffondere presso l’opinione pubblica un progetto che non tutti conoscono, seppure sia operativo nel territorio della Marca trevigiana da oltre vent’anni, dimostrando nel tempo una grande efficacia. Si tratta di Iesa, acronimo che sta per “Inserimento eterofamiliare supportato di adulti”: persone seguite dai Servizi di Salute mentale, vengono accompagnate dentro la quotidianità di una famiglia, per aiutarle a ritrovare autonomia, relazioni e fiducia in sé. Il progetto prevede l’accoglienza temporanea, a tempo pieno o parziale, di persone adulte seguite dal Dipartimento di Salute mentale all’interno di famiglie volontarie, selezionate, formate e accompagnate da un’équipe multiprofessionale.
La testimonianza
Mara è una pensionata che abita nell’Opitergino-Mottense. Dopo il Covid, ha aderito al progetto di accoglienza dell’Ulss 2, accogliendo a casa sua un giovane, di 37 anni, che ha abitato con lei e il figlio per quasi un anno. “È stata un’esperienza molto positiva, dopodiché lui ha trovato un suo equilibrio e una sua autonomia, che gli hanno permesso di trasferirsi in un appartamento del Dipartimento di Salute mentale che gli consente di sperimentare l’acquisizione di ulteriori autonomie. Quando era a casa con noi, io lo supportavo nelle attività quotidiane, lo accompagnavo ad esempio dal medico o a fare spese. Lui è una persona simpatica e affettuosa, che si è fatto ben volere e apprezzare dalla nostra famiglia, alla quale è rimasto legato. Ogni settimana ci vediamo ancora, per un pranzo o un’uscita insieme, in quanto lo Iesa continua per noi con formula part-time. Ora lo supporto, con l’aiuto del Servizio, nel mantenimento del lavoro a tempo indeterminato - che nel frattempo, è riuscito a ottenere - e nella corretta gestione delle spese, in collaborazione col suo amministratore di sostegno. Lo aiuto inoltre a mantenere buone relazioni con la sua famiglia di origine”.
Per Mara è stato abbastanza naturale aderire a questo percorso, anche in virtù della sua pregressa esperienza lavorativa (per vent’anni lavorò in ambito socio-assistenziale), e soprattutto in memoria della sorella, che fu nello staff che diede avvio al progetto.
“La cosa fondamentale è il supporto multidisciplinare che Ulss 2 fornisce alle famiglie e alle persone che accolgono, senza lasciarle mai sole - continua Mara -, il presupposto è la formazione continuativa che tutti gli ospitanti frequentano una volta ogni mese e mezzo e che consiste in un gruppo di supporto tra famiglie, dove gli operatori aiutano a sviscerare eventuali difficoltà, dando spiegazioni semplici e accessibili su come affrontare la quotidianità”.
Infine, c’è un affiancamento continuo da parte del Centro di Salute mentale e delle figure professionali che operano al suo interno.
Mara, cosa le trasmette l’entusiasmo per continuare, oggi che forse arriverà un altro giovane da accogliere? “In genere, le persone che soffrono di disturbi di questo tipo, sono soggetti dotati di una sensibilità unica, profondi e spontanei, diretti, senza malizia, che sanno dare molto affetto. Spesso, per dare il meglio di sé, hanno solo bisogno di essere accolti e sentirsi accettati per quello che sono; certo, talora ci vuole pazienza e polso fermo per affrontare insieme momenti critici, ma è quello che capita normalmente anche fra genitori e figli. In generale, comunque, posso assicurarvi che si tratta di una bellissima esperienza”