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Olimpiadi invernali: quella volta che a Fener venne benedetta la fiaccola

Sotto la protezione di Maria

“La mattina del 24 gennaio la fiaccola riprende il viaggio verso Belluno, applaudita anche dalle bambine delle scuole elementari schierate ai lati della strada. L’ultimo paese del trevigiano toccato dalla fiaccola è Fener. (...) Sempre a Fener, fa una breve sosta presso l’altare della Madonna delle Olimpiadi, quasi a implorarne la protezione, come scrive Il Gazzettino di Venezia”.

Una curiosità, quella della Madonna delle Olimpiadi, che trova spazio, insieme a tante altre notizie nel volume “Le donne di Cortina 1956”, scritto da Antonella Stelitano e Adriana Balzarini, Minerva edizioni, con prefazione di Deborah Compagnoni.

Il frutto di uno scrupoloso lavoro di ricerca per narrare la storia di quelle donne che hanno preso parte, come atlete, ma non solo, ci sono donne giudice di gara, capo delegazione, allenatrici..., a quella edizione dei Giochi olimpici. Purtroppo per quella donna, “la Madonna delle Olimpiadi”, notizie ulteriori non si sono trovate, come ci racconta una delle autrici, la trevigiana Antonella Stelitano. “Ho consultato i settimanali diocesani di Treviso e Belluno (ndr, Fener è, però, diocesi di Padova), tutte le edizioni del Gazzettino dell’epoca (nella Biblioteca del Seminario vescovile di Treviso, unico posto dove si possono consultare), ma oltre a quei due articoli dove è riportata la definizione di Madonna delle Olimpiadi, non sono riuscita a trovare altro”. In realtà, neanche la chiesa... “Ero a Roma, da un’amica, che ha presieduto l’associazione degli storici europei, e nei volumi ufficiali del passaggio della fiaccola, c’era la foto del prete che benediva la fiaccola lungo la strada, a Fener. Ho provato a ripercorrere la stessa strada, da Montebelluna a Fener, ma non ho trovato traccia di quella chiesa che doveva ospitare la statua della Madonna”. L’inghippo è, probabilmente, stato sciolto da un amico montebellunese di Stelitano: “Mi ha detto che era normale non trovarla, visto che il capitello era stato spostato per fare la strada nuova e una rotonda al suo posto...”.

L’ultimo aiuto, Stelitano lo trova in don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio diocesano di arte sacra di Treviso che la mette in contatto con un abitante di Fener, che le procura le foto dell’attuale chiesetta e della statua della Madonna. È quella a cui si riferiscono gli articoli del Gazzettino del 1956? “Tutti gli indizi, portano lì. Sarebbe bello trovare qualcuno del posto che se lo ricordi, oppure consultare qualche scritto della parrocchia di Fener che ne parli. Al momento, io mi sono fermata qui, sperando che qualcuno voglia approfondire il fatto e trovare altri riscontri”.

La fiaccola, quest’anno, non fa lo stesso percorso, ma entra in provincia di Treviso in tre giorni diversi, da mercoledì 21 a domenica 25 gennaio.

Oggi nessun riferimento religioso è possibile alle Olimpiadi, per rispetto di tutti i partecipanti e del loro credo, tant’è che tra i tedofori non risulta nessun religioso/a o consacrato.

Resta come curiosità, allora, quell’episodio di settant’anni fa, nella precedente Olimpiade invernale a Cortina, quando, invece, i tedofori vollero affidare, all’intercessione della Madonna, le Olimpiadi che sarebbero iniziate da lì a poco. Così, a quanto pare, nacque il riferimento alla Madonna delle Olimpiadi, unica nel suo genere, sicuramente in Italia, ma, salvo smentite, anche nel resto del mondo.

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