venerdì, 19 giugno 2026
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Bollettino Anbi Veneto: siamo in deficit idrico

La piovosità di inizio giugno non “salva” da un maggio secco e poco piovoso: secondo le rilevazioni Arpav, il deficit idrico è del 17% rispetto alla media storica

Al netto dei gravi danni generati su alcuni territori da grandine, trombe d’aria e nubifragi, la piovosità e le temperature fresche che stanno caratterizzando la prima metà di giugno consentono di tirare un parziale sospiro di sollievo in una primavera calda e poco piovosa.

Il bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica, redatto da ANBI Veneto in collaborazione con il Ce.Sp.I.I. del Consorzio LEB, fotografa una situazione complessa e un equilibrio tuttora fragile.

Secondo i dati Arpav, a incidere è l’eredità di un maggio secco, che ha registrato una media di precipitazioni regionali pari a circa 94 millimetri, segnando un deficit del 17% rispetto alla media storica e confermando un trend negativo che nell’anno idrologico si attesta al -28%.

Questa carenza si è riflettuta sullo stato dei corsi d’acqua. Spiccano infatti i dati relativi alle portate dei grandi fiumi, sensibilmente inferiori alle medie storiche mensili: -68% per l’Adige al misuratore di Boara Pisani, -64% per il Brenta a Barzizza, -55% per il Po a Pontelagoscuro.

Per quanto riguarda le falde, i livelli sono ancora ovunque sotto la media, pur lontani dai minimi del 2022. Bene i bacini montani su Piave, invasato al 91% e Brenta, invasato al 97%; nella media – secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali del 13 maggio – gli invasi dell’Adige, con il 36% dei volumi utili invasati.

Giugno in sintesi: previsioni e raccomandazioni

Le analisi del Ce.Sp.I.I. – Consorzio Leb per il mese in corso indicano un’inversione di tendenza rispetto a maggio, con una prima metà di giugno prevalentemente umida e fresca, e con temperature e precipitazioni che verso la fine del mese dovrebbero avvicinarsi ai valori medi del periodo. Le piogge sopra la media (specie nella pianura centrale) e la bassa evapotraspirazione ridurranno temporaneamente il fabbisogno irriguo, preservando le riserve idriche del suolo.

Dal punto di vista operativo saranno necessarie prudenza e flessibilità: l’umidità nel terreno condiziona la portanza dei suoli e dunque il transito con mezzi pesanti, col relativo rischio di compattazione. La comparsa di una componente più calda dalla terza settimana impone un costante monitoraggio dell’umidità per adeguare tempestivamente le irrigazioni al ritorno del caldo estivo.

Così Silvio Parizzi, direttore di Anbi Veneto: “proprio all’avvio della stagione irrigua serve massima attenzione, con programmazione puntuale e uso efficiente dell’acqua per accompagnare le colture nelle prossime settimane”.

Ufficio stampa

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