Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Vescovi Nordest sul “fine vita”: “Non diritto a morire, ma a essere sempre curati e mai lasciati soli”
Due giorni ricchi di incontri, segnati dalla preghiera e dalla riflessione su molti temi, per i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto che si sono riuniti in quest’occasione a Bibione (Venezia), presso la Residenza Santo Stefano della Diocesi di Concordia-Pordenone, giovedì 10 e venerdì 11 settembre 2026.
Nel corso della loro riunione i Vescovi hanno affrontato il tema del fine vita, alla luce del provvedimento legislativo appena assunto dalla Regione Veneto e hanno approvato, all’unanimità, una dichiarazione comune. Scrivono i Vescovi: “Conquista di civiltà – come è stata definita da alcuni – non può essere la soppressione della vita ma, piuttosto, la cura per alleviare la sofferenza davanti al grido di dolore che si solleva dal malato anche quando questi sembra arrendersi. Ed è proprio allora che necessita di maggiore attenzione e vicinanza. In queste circostanze il malato non ha bisogno, dietro argomentazioni in apparenza pietose, di atteggiamenti che lo convincano a chiedere di congedarsi. Al cospetto di situazioni complesse e drammatiche, il suicidio assistito assume il significato di una scelta che non tiene adeguatamente conto della struttura intrinsecamente relazionale e sociale della persona. Nello stesso tempo tale opzione orienta la cultura e il sistema sanitario verso una progressiva estenuazione dell’etica della cura e della prossimità, disattendendo di fatto quanto oggi efficacemente garantisce la medicina della terapia del dolore e delle cure palliative insieme a varie modalità di assistenza domiciliare, sostegno ed accompagnamento. In tal modo vi è un oggettivo salto qualitativo che trasforma l’eccezione in una prestazione”.
“La Chiesa – continua la nota -, sempre attenta alle sofferenze umane dell’anima e del corpo, rigetta ogni forma di accanimento terapeutico, ascolta la voce dei poveri e dei fragili e invita tutti, con empatia e desiderio di sincero dialogo, a ripensare le complesse questioni relative al fine vita al di fuori di ogni prospettiva ideologica. L’impegno è ricostruire una cultura della prossimità e dell’accoglienza, specialmente nella gestione delle fasi terminali della vita. In sintonia e comunione con la Conferenza Episcopale Italiana ed in particolare con i Vescovi dell’Emilia-Romagna, della Sardegna e della Toscana, riaffermiamo il valore della dignità della vita umana, tutelato anche dalla Costituzione, e ribadiamo – come già espresso nella nostra Nota del 2023 – che non può sussistere un “diritto a morire”, ma piuttosto quello di essere sempre curati e assistiti, sempre accompagnati e mai lasciati soli”.
Giovedì sera i Vescovi triveneti hanno accolto il nuovo vescovo di Chiang Mai (in Thailandia) mons. Peter Suphot Roeksujaritm, accompagnato dal sacerdote fidei donum padovano don Raffaele Sandonà; è la Diocesi con cui le Chiese del Triveneto ormai da circa trent’anni cooperano stabilmente, in particolare con l’invio e la permanenza di alcuni sacerdoti in servizio pastorale ma anche con forme di sostegno economico e anche attraverso momenti di scambio e collaborazione nell’ambito della formazione teologica. L’incontro ha dato l’opportunità di fare il punto su questo importante periodo di cooperazione realizzata tra queste Chiese e di valutare, inoltre, con quali nuove modalità continuare a mettere a frutto in futuro tale esperienza missionaria.
Nella mattinata di venerdì, dopo aver celebrato la Messa nella chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta con i fedeli di Bibione, i Vescovi hanno incontrato il Presidente dell’Azione Cattolica Italiana prof. Giuseppe Notarstefano e l’Assistente Generale dell’associazione mons. Claudio Giuliodori, accompagnati da Claudio Bolcato, Gina Zordan e don Andrea Dal Cin (rispettivamente delegato regionale, incaricata per il settore adulti ed assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica del Triveneto). Nel dialogo sono state illustrate e condivise alcune linee di rinnovamento che l’associazione sta portando avanti per essere sempre più in grado di partecipare alla conversione pastorale e missionaria delle comunità ecclesiali ed essere in grado di offrire un reale contributo – sapendo esprimere parole ed azioni significative – nel campo dell’educazione, della formazione e della vita pubblica. Dopo un tempo di riduzione degli associati, nel post-pandemia e ultimamente l’associazione sta conoscendo una certa ripresa negli iscritti di tutte le fasce d’età e si appresta a celebrare il suo 160esimo anniversario quale opportuna occasione di ripensamento e rilancio del servizio ecclesiale che la caratterizza. La realtà triveneta dell’Azione Cattolica conta attualmente 28mila associati (10mila tra bambini e ragazzi, 8mila tra giovanissimi e giovani, 10mila adulti) con una presenza diffusa in 616 parrocchie del territorio del Nordest.



