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Catecumeni: trasmettere la fede, allenamento comunitario
Nel 2021, il motto olimpico, coniato dal monaco domenicano Henri Didon nel 1891, e adottato da Pierre de Coubertin nel 1894 per descrivere lo spirito olimpico, vide l’aggiunta di un nuovo termine. A “Citius, Altius, Fortius”, fu aggiunto “Communiter”. Più veloce, più in alto, più forte vide l’aggiunta di “insieme”, per sottolineare che nello sport, come nella vita, il raggiungimento di un obiettivo beneficia del sostegno reciproco, della comunità.
Con sottile coincidenza, domenica scorsa, 22 febbraio, mentre si concludeva la pagina delle olimpiadi invernali di Milano - Cortina, dodici fratelli e sorelle catecumeni hanno celebrato il rito di Elezione, nel duomo della parrocchia di San Liberale e Santa Maria Assunta in Castelfranco Veneto.
Questo rito segna una tappa importante del cammino dell’Iniziazione cristiana di un adulto e, mentre chiude il tempo del catecumenato vero e proprio, apre un tempo nuovo, il tempo dell’illuminazione, che coincide con la Quaresima che precede la Pasqua, nella quale essi celebreranno i sacramenti. È un tempo di purificazione del cuore, durante il quale “scrutare” in profondità la propria vita e decidersi per il Signore. La preghiera degli scrutini e le consegne del Padre nostro e del Credo caratterizzano particolarmente questo tempo.
Paragone azzardato?
Certo, potrebbe apparire riduttivo paragonare il cammino dell’iniziazione cristiana a un insieme di traguardi da raggiungere e di medaglie da “guadagnare” grazie ai propri sforzi, come per le competizioni olimpiche, ma, allusivamente, alcune “affinità” possono essere comunque “rintracciate”.
Il cammino iniziatico è un cammino che chiede “allenamento”, chiede di misurarsi, passo dopo passo e gradualmente, con la pratica della vita cristiana. Ciò che viene “valutato” nel cammino e che costituisce il criterio per avanzare nell’itinerario iniziatico, è il desiderio e la disponibilità dei catecumeni di seguire Cristo nella vita di preghiera, nell’ascolto della Parola, nella vita fraterna, nella disponibilità a fare della Carità la vera “medaglia” cristiana.
In questo allenamento, come ogni atleta, anche i catecumeni hanno potuto beneficiare di un’équipe di “allenatori” che li hanno sostenuti, accompagnati, che hanno pregato per loro e che continuano e continueranno a farlo. I loro catechisti, i loro padrini e madrine, i presbiteri che hanno accompagnato i loro passi sono stati degli allenatori per la loro vita cristiana. La testimonianza di vita, l’ascolto condiviso della Scrittura, l’ascolto delle loro domande, la vita comunitaria sono state le pratiche che essi hanno condiviso affinché la fede della Chiesa potesse essere trasmessa ai catecumeni ed essi potessero “innamorarsi” e decidersi per Cristo e per la Chiesa.
Durante la celebrazione, presieduta dal vescovo Michele, ai padrini, alle madrine e ai catechisti è stato chiesto di rendere proprio questa testimonianza, in ordine al cammino dei catecumeni. Il Vescovo ha rivolto loro queste domande: Hanno ascoltato fedelmente la parola di Dio annunciata dalla Chiesa? Hanno cominciato a camminare davanti a Dio, mettendo in pratica la parola che hanno ascoltato? Sono stati in fraterna comunione con voi e hanno partecipato con voi alla preghiera?
La testimonianza positiva di chi ha sostenuto il cammino e l’esplicitazione da parte dei dodici catecumeni, del loro desiderio di celebrare il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia ha permesso al vescovo di sceglierli (eleggerli) per celebrare, nella prossima veglia pasquale, i sacramenti iniziatici.
Communiter
L’Iniziazione cristiana, degli adulti, come pure quella dei ragazzi, non è un cammino isolato. Chiama in causa una pluralità di soggetti, convoca una comunità. Padrini, madrine, catechisti sono alcuni dei volti più prossimi e vicini ai catecumeni. Ma tutta la comunità è “soggetto” dell’iniziazione e, a sua volta, beneficia essa stessa del cammino di chi, liberamente, sceglie di seguire Cristo Signore e di essere incorporato nella Chiesa. I catecumeni sono essi stessi “parola di Dio” per la Chiesa, perché la invitano a riconoscere che Dio continua a parlare e a chiamare uomini e donne a seguirlo e a scegliere di fare della costruzione del Regno il cuore della propria vita.
Gli “allenati” diventano “allenatori” e insieme - communiter - ci si sostiene nel cammino di conversione e di rinnovamento della fede e della vita cristiana.
*responsabile del Servizio diocesano per il Catecumenato



