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Il vescovo Michele ai fedeli musulmani per la fine del Ramadan: “Guardiamo al Dio della pace”

Mons. Tomasi, citando papa Francesco e i suoi appelli per la pace, invita a un comune e rinnovato impegno nella costruzione della pace e del bene comune: “Pur consapevoli che possiamo influire solo in parte molto piccola alla soluzione di guerre fra gli Stati, tuttavia siamo chiamati a prenderci cura della pace nella nostra vita quotidiana, nella nostra preghiera e anche nei rapporti tra le nostre comunità religiose”

Il vescovo Michele Tomasi si rivolge ai fedeli musulmani che risiedono nel territorio diocesano di Treviso, in occasione della festa di fine Ramadan, che è in calendario domani, mercoledì 10 aprile.

Il Vescovo, citando papa Francesco e i suoi appelli per la pace, invita a un comune e rinnovato impegno nella costruzione della pace e del bene comune: “Pur consapevoli che possiamo influire solo in parte molto piccola alla soluzione di guerre fra gli Stati, tuttavia siamo chiamati a prenderci cura della pace nella nostra vita quotidiana, nella nostra preghiera e anche nei rapporti tra le nostre comunità religiose”. “Un caro augurio a tutti e a tutte voi - conclude -, per un giorno di festa capace di risvegliare la speranza, il desiderio e l’impegno della pace”. Di seguito, il testo integrale del messaggio.

Carissimi fratelli e sorelle musulmani,

Eid al-Fitr mubarak!

Una volta ancora, come Vescovo di Treviso voglio esservi vicino, a nome di tutta la Chiesa trevigiana, in questo giorno di grande festa per voi. A me si unisce don Bruno Baratto, incaricato di curare i rapporti tra cristiani e musulmani nella nostra diocesi.

È sempre più preoccupante in questi giorni il crescere dei conflitti, a tutti i livelli, soprattutto quando prendono la forma di guerre ancora più atroci, che fanno aumentare il rischio di un conflitto globale.

Riconosciamo con dolore che a loro sostegno talvolta vengono impiegate anche motivazioni religiose, distorcendo il senso più profondo delle nostre tradizioni spirituali. Come ripete papa Francesco: “Nessuna guerra è santa, solo la pace è santa”. “Guardiamo insieme all’Onnipotente come al Dio della pace, fonte della pace, che ama in modo speciale tutti coloro che dedicano la propria vita al servizio della pace” (Dicastero per il dialogo interreligioso, Messaggio in occasione del mese del Ramadan e per la festa di ‘Id al-Fitr 2024). Sappiamo bene che la pace è un dono divino ma, allo stesso tempo, affidato alla responsabilità di tutta l’umanità. Pur consapevoli che possiamo influire solo in parte molto piccola alla soluzione di guerre fra gli Stati, tuttavia siamo chiamati a prenderci cura della pace nella nostra vita quotidiana, nella nostra preghiera e anche nei rapporti tra le nostre comunità religiose.

“Cari fratelli e sorelle musulmani, uniamoci per spegnere il fuoco dell’odio, della violenza e della guerra, e accendiamo invece la dolce candela della pace, attingendo alle risorse per la pace che sono presenti nelle nostre ricche tradizioni umane e religiose” (Dicastero per il dialogo interreligioso, Messaggio).

Impegniamoci con sempre maggior tenacia nel chiedere a Dio di convertire il cuore e le azioni nostre e di tutti coloro che hanno maggior potere al mondo, affinché le scelte e i comportamenti siano sempre più orientati alla costruzione della pace e del bene comune a tutta l’umanità, a partire dalle nostre relazioni di ogni giorno.

Un caro augurio a tutti e a tutte voi, per un giorno di festa capace di risvegliare la speranza, il desiderio e l’impegno della pace. (Michele Tomasi, vescovo di Treviso)

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