È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Rito di ammissione al diaconato per sei candidati
Sabato 10 gennaio, nella chiesa parrocchiale di Rio San Martino, a Scorzè, c’era una comunità in festa e raccolta, pronta ad accogliere l’Eccomi di Danilo, Paolo, Vanni, Andrea, Giuseppe e Doriano: semi di speranza a una chiamata che si apre verso la strada del Diaconato permanente. Un “sì” a un nuovo cammino.
Una chiesa dedicata a San Martino, un santo che si è chinato sui più poveri per donare parte di ciò che aveva. Un richiamo non casuale e forte al nostro essere tutti attenti ad agire di fronte allo sguardo di chi è nel bisogno. È un “Eccomi” che nasce come risposta a una chiamata che richiede tempo, formazione e preghiera. Sono stati tre anni circa di preparazione, di studio, di discernimento - che ancora continua - e di incontri che proseguono. Ed era bello sentire, nell’omelia del nostro vescovo Michele, l’accostamento di questi anni di studio e formazione, vissuti da questo gruppo in discernimento, al “nascondimento” di Gesù nella sua vita familiare, prima di iniziare quella che si definisce la vita “pubblica”. Una Chiesa che non è ferma, ma che cammina. È questo, infatti, un cammino che sorprende sempre. Non ci sono stati incontri, dialoghi o confidenze che non abbiano rivelato la preziosità del dono che Dio manifesta quando diciamo il nostro “sì”.
Come tutor di questo gruppo, assieme a mia moglie Maureen, abbiamo accompagnato con gioia anche questo cammino, scoprendo sempre la bellezza della particolarità di questa chiamata: essere chiamati a servire in modo particolare il Signore e la sua Chiesa. Un percorso che ha visto uomini sposati, e non, impegnarsi a scoprire ogni giorno la particolarità di questo dono, che nasce all’interno di un “sì” già manifestato nel sacramento del Matrimonio o, per chi non è sposato, in un “sì” al celibato.
Un “sì” che nasce nella famiglia, dove tutta i i membri sono coinvolti. In modo particolare, infatti, per chi è sposato, la moglie ha un ruolo che non è marginale: segue la formazione e partecipa agli incontri, perché la formazione aiuta a chiarire il “sì” che è chiamata a dire per il prosieguo del percorso, come abbiamo visto nel rito celebrato, ma anche, poi, nel sostenere il marito e crescere insieme in questo cammino.
Semi di speranza, quasi nascosti agli occhi di molti, ma che lentamente e per volontà di Dio crescono passo dopo passo, quasi impercettibilmente, a volte tra inevitabili interrogativi, ma continuano a crescere. Un gruppo che condivide gioie e preoccupazioni e che, grazie anche allo stare insieme, si sostiene reciprocamente. Un invito per noi tutti a pregare affinché il Signore sostenga tutte le vocazioni nella Chiesa.



