martedì, 29 settembre 2026
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Il papa a Lourdes: le sue parole su malati e vittime di abusi

Il terzo giorno del viaggio del Papa in Francia si svolge interamente a Lourdes

La giornata di Leone XIV comincia con il trasferimento al Santuario Nostra Signora di Lourdes, dove alle 9 incontra i vescovi della Conferenza episcopale di Francia. Alle 11 la messa nella Prairie del santuario, seguita dall’Angelus. Alle 13 il Papa si trasferisce nella Casa vescovile. Nel pomeriggio, alle 15.15, il Papa incontrerà gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame, mentre alle 16.30 è previsto un incontro privato con le religiose di vita contemplativa del Carmelo di Lourdes. Alle 18 l’incontro privato con sette vittime di abusi da parte di membri del clero. La sera, alle 21, la preghiera del Rosario e la processione aux flambeaux. Alle 22 il rientro nella Casa vescovile.

La messa al santuario

“Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della messa presieduta alla Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes si è rivolto direttamente agli ammalati: “Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio. Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita, poiché qui essa è accolta come un dono prezioso di Dio, chiamato a fiorire per l’eternità nell’amore del Padre”.

“Ogni giorno in questo luogo, vescovi e sacerdoti presiedono l’Eucaristia celebrata nelle basiliche e nelle cappelle del Santuario, in molteplici lingue, da assemblee che manifestano la diversità dei popoli e l’universalità della Chiesa”. Lo ha ricordato mons. Jean-Marc Micas, Vescovo di Tarbes e Lourdesnelle parole di ringraziamento rivolte al Papa al termine della messa alla Prairie del Santuario della Madonna di Lourdes, cui hanno partecipato 15omila fedeli. “Ogni giorno, il Santissimo Sacramento viene adorato durante la processione eucaristica con i malati e gli altri pellegrini”, ha proseguito il vescovo: “La vetta invisibile della fede diventa visibile; i malati e tutti i pellegrini ricevono la benedizione del Signore che passa in mezzo a loro”. Un quadro e una croce, i doni del presule: “il quadro – ha spiegato mons. Micas – raffigura la Grotta delle apparizioni, umile fonte in cui la complicità di Maria e di Bernadette è un rifugio di pace e di vita per tutti; la croce, realizzata con il legno del cespuglio di rosa selvatica originario della Grotta, è un umile testimone delle apparizioni. Questo legno contorto e spinoso evoca il Golgota, dove il Figlio dell’uomo dona la propria vita affinché il mondo abbia la vita, la vera vita, in abbondanza”.

Contrastare la piaga degli abusi

“Negli ultimi anni avete affrontato con determinazione la dolorosa piaga degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale. Avete compiuto misure coraggiose per rispondere a loro, ascoltando, cercando la verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un fermo impegno per una cultura di prevenzione e protezione contro questi crimini. So che ci sono stati momenti molto difficili”, ha detto Leone XIV ringraziando i presuli per il loro impegno nella lotta contro gli abusi: “Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso mantenendo la massima vigilanza”. “Non lasciarsi scoraggiare dagli errori, dalle incoerenze o persino dalle cadute”, l’esortazione papale: “Abbiate sempre il coraggio di riconoscere i difetti nell’amore della Verità, e la determinazione a curare le ferite con la carità del Buon Pastore che conosce le sue pecore e chiama ciascuna per nome”.

Nel pomeriggio, nella Casa vescovile di Lourdes, Papa Leone XIV ha incontrato sette persone, quattro uomini e tre donne, vittime di abusi da parte di membri del clero e della Chiesa di Francia, accompagnate da mons. Gérard Le Stang, vescovo di Amiens, presidente del Consiglio per la prevenzione e la lotta contro la pedofilia in seno alla Conferenza episcopale di Francia. “Il Papa – si legge in un comunicato – ha incontrato individualmente e in privato ciascuno di loro, dando ascolto alle loro storie, al dolore e alla sofferenza vissuta – talvolta purtroppo con la complicità o il silenzio di quanti avrebbero potuto aiutarli – e alle loro proposte perché questo non abbia a ripetersi. Con alcuni si è trattenuto per qualche momento in preghiera”. Al termine, poco dopo le 19, il Papa si è raccolto con tutti in una sala della Casa vescovile, e ha rivolto loro alcune parole, ringraziando per la dolorosa testimonianza e ribadendo il proprio impegno perché il male vissuto non si ripeta per altri. Papa Leone ha espresso la propria vicinanza a loro, e, per loro tramite, a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per le ferite degli abusi ricevuti. Infine, auspicando di poter lavorare insieme perché la comunità dei fedeli sia sempre più un luogo dove gli uomini e le donne, di ogni età, possano trovare conforto e guarigione, il Papa ha chiesto ai presenti di pregare per lui e impartito su di loro la sua benedizione.

Tappa all’Accueil Notre Dame

“Qui la fragilità non viene nascosta, ma diventa luogo di un incontro sacro. Qui Maria guarda ciascuno di noi come una persona unica, come testimonia santa Bernadette durante le apparizioni nella grotta”. E’ il saluto del Papa agli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame, struttura sanitaria che accoglie anziani e malati, incontrati questo pomeriggio a Lourdes. “Nessuno è invisibile agli occhi di Dio”, ha assicurato Leone XIV, secondo il quale “in un’epoca in cui alcune società tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana, urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo”, quello di chi “non pretende d’impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente”, affinché il mondo abbia la vita, come recita il motto del viaggio in Francia.

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