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Chiude il Pastificio Rigo di Pieve del Grappa: a rischio 35 dipendenti

La decisione della holding Aldino srl nonostante l’azienda sia in attivo. La sindaca di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin: “Non moriremo in silenzio”

Piccolo non è bello. Inutile continuare a illudersi: se l’economia della Pedemontana del Grappa resterà ancorata alla piccola e media impresa, per il territorio si prospettano giorni sempre più difficili.

Stavolta tocca ai 35 dipendenti del Pastificio Rigo, alcuni dei quali impegnati da oltre trent’anni nell’azienda di Pieve del Grappa, alla quale hanno dedicato una parte importante della propria vita. Un impegno ripagato dal mercato, come dimostrano i bilanci: anche negli ultimi tre anni l’azienda è sempre stata in attivo. Gli ordini non mancano. Eppure, Aldino Srl ha comunicato via mail ai dipendenti: “Si chiude. Dal 31 dicembre tutti a casa”. Una decisione arrivata a freddo.

La storia del Pastificio Rigo è gloriosa. L’attività nasce nel 1929 come Pasta del Grappa e nel 1965 diventa Pasta Rigo spa. Attraversa quattro generazioni della famiglia, che sviluppa e gestisce l’impresa, fino alla cessione nel 2018 a una multinazionale australiana. Qui la faccenda si complica: risalire agli attuali proprietari non è semplice. La holding italiana Aldino srl è collegata al gruppo australiano San Remo, ma nella catena societaria compare anche Clemens Products, indicata come società controllante di Aldino.

Le strategie della proprietà non tengono minimamente conto delle famiglie, del know-how accumulato e delle risorse di un territorio che, purtroppo, non riesce a fare rete, non è un interlocutore economico in grado di contrastare decisioni di questo tipo.

La Regione Veneto aveva già riconosciuto nel 2025 la fragilità del sistema produttivo regionale, una debolezza che nelle aree periferiche della Pedemontana si amplifica. Il Rapporto statistico del Veneto 2025 evidenzia come le micro e piccole imprese hanno scarsa capacità di investire in ricerca e sviluppo. Nel 2022 la spesa complessiva in ricerca e sviluppo in Veneto era pari all’1,26 per cento del Pil regionale, contro l’1,40 della media nazionale e il 2,24 di quella europea.

“Ci troveremo al tavolo di crisi il prossimo 4 novembre con la Regione Veneto. Io so solo che non molliamo e non moriremo in silenzio”. La sindaca di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, mostra fermezza. “Ho l’impressione che non si voglia vendere, ma distruggere. A due giorni dal funerale di Arrigo Rigo e dopo la morte prematura di Pietro Rigo arrivano le lettere. Nessuna umanità”.

Anche il sindacato chiede spiegazioni. Danilo Maggiore, della Flai Cgil di Treviso, domanda alla proprietà perché non sia stato possibile installare macchinari più grandi nel capannone. La produzione potrebbe proseguire negli spazi esistenti, con margini per aumentare i volumi.

Lo stabilimento lavora su tre turni e produce circa 5 mila tonnellate di pasta all’anno, destinata ai principali marchi italiani del settore. La gamma comprende lasagne, cannelloni, manicotti, conchiglioni, fettuccine, tagliatelle, tagliolini e capelli d’angelo. La qualità dei prodotti dipende anche dalla lunga essiccazione: una scelta produttiva diversa da quella di altri marchi.

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