Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Editoriale: un saluto e un ringraziamento
Quando, alla fine del 2005, il vescovo Andrea Bruno Mazzocato mi chiese di assumere per qualche mese la guida del giornale, non pensavo certo che una cosa che doveva essere provvisoria diventasse così stabile. Confesso che sono un po’ compiaciuto dal fatto di essere, dopo i quarantadue anni di mons. Enrico Pozzobon (1924 - 1969), il direttore più “longevo”, superando in questo anche il mio apprezzato e stimato maestro, don Giovanni Bordin.
In questi anni il giornale ha investito molto per qualificarsi e ammodernarsi, affrontando anche diverse campagne promozionali per la sua divulgazione. A tanto impegno, bisogna ammetterlo, non sempre sono seguiti, in termini numerici, i risultati sperati, soprattutto per la generale crisi dell’editoria, e la difficoltà di “rimpiazzare” gli affezionati abbonati che venivano a mancare con lettori più giovani. La Vita del popolo, in ogni caso, resta uno dei settimanali diocesani (anche del Triveneto) con maggiore tiratura. Per il futuro, e per poter sostenere un giornale al passo con le novità tecnologiche e con una redazione professionale e preparata, ci sarà bisogno del sostegno dei lettori e, quindi, degli abbonamenti, oltre che degli inserzionisti, certamente insieme ai contributi pubblici previsti, ancora per il momento, dalla legge a sostegno dell’editoria. Una necessità che accomuna tutto il mondo della carta stampata, non solo quella diocesana, e che rappresenta una sfida per il pluralismo e la democrazia, come messo in evidenza da tante voci, compresa quella del Presidente della Repubblica.
Un augurio alla nuova direttrice
In questo saluto di congedo sento il dovere di ringraziare anzitutto il vescovo Michele per aver assecondato e accompagnato in questi ultimi due anni tale mio desiderio, fino a giungere alla decisione di nominare un nuovo direttore nella persona della nostra giornalista Alessandra Cecchin, alla quale auguro ogni bene e, naturalmente, tante soddisfazioni (come le avute io) perché, al di là della tiratura delle copie, il giornale diocesano ha sempre una certa risonanza nel mondo civile, culturale e politico. È sì un giornale ecclesiale, ma con una forte presenza e impatto nel territorio. D’altra parte appartiene alla storia dei nostri settimanali diocesani l’aver accompagnato, promosso e stimolato i processi religiosi, sociali e culturali che coinvolgevano le parrocchie e le varie categorie di persone. I nostri giornali hanno davvero “fatto la storia” del Novecento, la storia e la vita del nostro popolo. Auguro, pertanto, ad Alessandra di continuare con coraggio e sapienza e di saper mantenere sempre viva questa nostra feconda tradizione.
Un sentito ringraziamento
Un mio sentito e affettuoso ringraziamento va alla redazione, che ha sempre molto alleviato il mio lavoro e che con competenza e professionalità è stata la vera anima de “La vita del popolo”, nonché ai diversi collaboratori esterni. E poi, evidentemente, anche a tutti gli altri operatori del giornale che lavorano in segreteria, in amministrazione, nel reparto grafico, nonché i tanti promotori o propagandisti che con grande dedizione cercano di diffondere il giornale nelle parrocchie.
Certamente, un mio particolare ringraziamento va all’amministratore Sergio Criveller, che a un certo punto mi ha anche accompagnato e sostenuto nella guida del Collegio vescovile Pio X, realtà che sto per lasciare nelle mani di un nuovo rettore.
Sento, infine, il dovere e la necessità di ringraziare di cuore i miei affezionati “venticinque lettori” di manzoniana memoria, che, in questi anni, mi hanno seguito leggendo i miei editoriali e articoli e, non poche volte, mi hanno manifestato apprezzamenti, osservazioni e suggerimenti, stimolandomi così a profondere sempre più impegno e dedizione al giornale.



