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“Santi alle finestre e Gente di confine”, collaterale alla mostra “Finestre in Val del Biois”

01/02/2024

Giovedì 1° febbraio alle ore 18, la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, l’incontro pubblico “Santi alle finestre e Gente di confine”, collaterale alla mostra “Finestre in Val del Biois”. Enzo Demattè. Note, racconti, poesia, organizzata dalla Fondazione Benetton e dalla Fondazione Papa Luciani e aperta negli spazi Bomben di Treviso fino a domenica 11 febbraio (venerdì ore 15–19, sabato e domenica ore 10–13 / 15–19).

Della cultura delle genti di montagna, intercettata e valorizzata da Enzo Demattè (1927–2014), scrittore, poeta, studioso, insegnante, parlerà Loris Serafini, direttore del MusAL – Fondazione Papa Luciani, che ne discuterà con Donata e Francesca Demattè, curatrici dell’esposizione.

In occasione dell’appuntamento, la mostra sarà aperta ai visitatori anche giovedì 1° febbraio dalle ore 17.

Enzo Demattè scoprì la Valle del Biois nell’Agordino, cuore geografico delle Dolomiti, nei primi anni cinquanta del Novecento, ne studiò i caratteri originali e li rielaborò in diverse scritture: racconti, poesie, saggi. Avvicinò artisti locali e paesani, divulgò le loro opere e la loro lingua. Quella del Biois, è una valle che ha dato molti contributi alla cultura e all’arte del territorio alpino durante i secoli. Loris Serafini ne parlerà, sottolineando le ragioni del profondo legame fra Enzo Demattè e quel luogo e ciò che ancora oggi suggestiona chi percorre i sentieri, le strade, i paesi, le case e le chiese della «Valle coi santi alle finestre», chiamata così proprio dallo scrittore.

Le attente ricerche, gli studi, gli scritti di Dematté sul territorio, sugli uomini, sul paesaggio della montagna agordina, – oggi raccolti in Fondazione Benetton nel Fondo Demattè –, mostrano l’amore per i luoghi, l’amicizia con i tanti protagonisti locali e il racconto che accompagna la loro evoluzione nel tempo e nello spazio.

«Nelle opere di Demattè», afferma Loris Serafini, «spiccano gli elementi che dipingono una tavolozza completa di quella che fu, è stata e potrebbe ancora essere la civiltà dolomitica di questa straordinaria Valle, che ha dato al mondo decine di personalità dell’arte, della letteratura, della fede. Una civiltà montana che, con la sua cultura, antica e profonda, esprime tutto il suo valore universale. Si parlerà di religiosità e devozione popolare, analizzate attraverso gli affreschi di santi “protettivi” e della “ Madonna con il bambino” sulle facciate delle case; della realtà degli ex contadini di montagna e di quale prospettiva concreta di riappropriazione dei luoghi da parte degli abitanti potrebbe esserci; del bosco, come esempio di una natura che, pur selvaggia, stabilisce una relazione armoniosa con l’uomo; e, in prospettiva, di una montagna che si possa collocare al centro di un sistema articolato, rispettoso di specificità ambientali e territoriali, capace di stimolare un senso di appartenenza condiviso, anche in chi la montagna non la abita».

La mostra Finestre in Val del Biois. Enzo Demattè. Note, racconti, poesia, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Papa Luciani, a cura di Donata e Francesca Demattè, è un omaggio a Enzo Demattè (1927–2014), trentino di nascita, ma trevigiano d’adozione, di cui la Fondazione Benetton Studi Ricerche conserva e valorizza la biblioteca e l’archivio. Uno dei più attenti intellettuali del secolo scorso, scrittore, poeta, studioso e insegnante, Enzo Demattè seppe intercettare e fare sua la secolare cultura delle Dolomiti bellunesi, ed è su questo particolare aspetto della sua sensibilità d’uomo e di studioso che si focalizza l’esposizione.

L’esposizione analizza attraverso l’opera di Enzo Demattè – carnets de voyage, pubblicazioni, documenti d’archivio, fotografie –, e con la testimonianza di manufatti e opere d’arte di collezionisti privati, l’antico spirito della cultura e della civiltà della Valle del Biois; quella che, salendo da Cencenighe Agordino verso il Passo San Pellegrino, arriva in compagnia del torrente Biois fino a Falcade, incontrando sulla destra paesi come Vallada e sulla sinistra Canale e Caviola, dove si raccolgono le acque del Gaòn e, dopo Falcade, quelle dei torrenti Focobòn e Valés.

Una valle, «parte dell’Agordino, cuore geografico delle Dolomiti, oggi patrimonio Unesco» afferma Loris Serafini, che è sempre stata un territorio di scambio e passaggio di culture, per la posizione geografica che occupa, e che cattura, con gli affreschi colorati delle sue case, con gli intagli fra le assi dei suoi tabià, con la sua gente, la sua natura, le sue storie, l’immaginario del giovane Demattè che inizia a frequentarla nei primi anni cinquanta del Novecento e a raccogliere sistematicamente le testimonianze più varie – annotandole nei suoi carnets – per farle conoscere insieme alle riflessioni che la sua mente osservatrice e creativa ha lasciato in eredità al nostro tempo.

«La stessa intensità di osservazione rivolta ai manufatti e alle architetture naturali del mondo dei contadini della montagna, fu riservata anche alle loro parlate e ai modi di dire, ai canti fedelmente registrati, attraverso le interviste ai locali, in quaderni e taccuini ancor oggi leggibilissimi, nei quali trovano ospitalità lemmi, espressioni, modi di dire annotati direttamente sul campo, in anni nei quali i dialetti scomparivano per far posto alle lingue del turismo e dei mezzi di comunicazione di massa» dicono le curatrici Francesca e Donata Dematté.

La mostra ricorda anche, nel contesto della frequentazione di Demattè con gli artisti del luogo, il sodalizio che, già nei primi anni della sua presenza nella valle, egli instaura con un giovane e allora poco conosciuto scultore Dante Moro, del quale riconosce originalità di temi, padronanza di tecniche e forza innovativa del linguaggio. In occasione dell’appuntamento, la mostra sarà aperta ai visitatori anche giovedì 1° febbraio dalle ore 17.

Finestre in Val del Biois. Enzo Demattè. Note, racconti, poesia

Mostra a cura di Donata e Francesca Demattè

organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Papa Luciani

Mostra aperta da venerdì 19 gennaio a domenica 11 febbraio 2024

venerdì ore 15–19, sabato e domenica ore 10–13 / 15–19

Treviso, Fondazione Benetton Studi Ricerche, spazi Bomben, via Cornarotta 7

ingresso libero

Con il patrocinio della Regione del Veneto, della Città di Treviso, e dei comuni di Canale d’Agordo, Falcade e Vallada Agordina.

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