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Trebaseleghe: tre giovani ragazze aprono “Nota a margine”

Il locale, in via Don Orione, ha inaugurato lo scorso 29 agosto: luogo di incontro per la comunità con libreria che offre colazioni, pranzi e aperitivi solo vegan friendly
10/09/2026

“Quanto sarebbe bello se ci fosse un posto dove ritrovarsi e avere momenti di discussione e confronto, dove fare attività culturali in compagnia, acquistare libri selezionati, mangiare e bere prodotti sostenibili, e incontrare nuove persone?”, si dicevano tre amiche di Trebaseleghe. Finché non hanno deciso di passare dai sogni all’azione, e quel posto speciale lo hanno aperto proprio loro.

Sono Agnese Pellay, classe 1999, Laura Gasparin, classe 1998, e Leda Barbato, classe 2002: sono animate da interessi e visioni del mondo comuni, e hanno deciso di unire i loro studi umanistici e artistici e le esperienze lavorative nella ristorazione, per inseguire un’intuizione. Così, dopo un anno di ricerca, progettazione e olio di gomito, sabato 29 agosto, hanno aperto il luogo di cui erano sicure ci fosse proprio bisogno: “Nota a margine”.

Siamo in via don Orione, a poca distanza dal municipio. Il locale, in cui sono in affitto, lo hanno ristrutturato le tre ragazze con le proprie mani e l’aiuto tecnico del padre di Agnese, che si occupa di edilizia sostenibile: ci sono arredi di recupero, un rivestimento in legno caldo, qualche riferimento vintage, delle piante rigogliose e una bella veranda luminosa.

Anche la scelta dei fornitori ha richiesto un lungo lavoro: prodotti del territorio km0 e biologici, prodotti certificati fair trade, fornitori della zona, dal vino alla verdura, che abbiano una precisa attenzione a quella che le ragazze chiamano “la loro filosofia”. “Stiamo provando a fare scelte molto precise, come quella di offrire un menù interamente vegano, perché vogliamo sensibilizzare le persone al tema dello sfruttamento animale, ma anche puntare l’attenzione sull’ambiente, sulle produzioni locali e più in generale sullo sfruttamento del lavoratori in alcune filiere alimentari” raccontano.

Ma “Nota a margine” non è solo quello che si vede e che si mangia. Lo suggerisce il nome stesso. “Il riferimento è al saggio della scrittrice afroamericana bell hooks “Elogio del margine”, e l’asterisco che accompagna il nostro logo è uno dei simboli dell’inclusività”, spiega Agnese. Perché è questo che si propone di fare il locale: accogliere e diffondere la cultura dell’accoglienza, che passa in primis attraverso attività di dialogo e di approfondimento. “Vogliamo che il nostro locale sia uno spazio aperto a tutta la cittadinanza e che sia un luogo di dibattito. Abbiamo in cantiere eventi culturali, serate di discussione politica, di giochi da tavolo e di presentazione di libri”. È proprio Agnese ad aver curato con attenzione lo spazio libreria, che accoglie soprattutto libri di piccoli editori indipendenti, ma anche titoli ben selezionati di grandi editori e classici intramontabili. E ovviamente libri per i più piccoli, ai quali le tre ragazze hanno dedicato particolare cura, inserendo nel locale una zona bimbi esterna con i giochi e mettendo a disposizione dei clienti sia il seggiolone che il fasciatoio.

“Non avrei mai immaginato di trovarmi qui - ammette Agnese con un sorriso aperto e divertito -, però sono molto felice di esserci. In questo ultimo periodo ho riflettuto molto sulla mia comunità e l’appartenenza al territorio e ho deciso che è questo che voglio fare: lavorare nel mio territorio, creare opportunità in questa comunità di cui faccio parte”.

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