Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
A Roncade, discussione dai toni accesi, fra opposizione e maggioranza consiliare, in merito ad alcuni fondi riservati ai nidi per l’infanzia, che secondo la civica “A Roncade” l’Amministrazione si sarebbe “lasciata scappare”, a causa di alcune convenzioni non stipulate con gli asili nido roncadesi.
“Quando si tratta di cittadini e di servizi pubblici a loro riservati, come in questo caso – ha dichiarato il sindaco, Marco Donadel – non si scherza. A maggior ragione, se si parla di bambini. A breve, incontreremo il parroco di Roncade, don Marcello Miele, e l’avvocato di Fism, la federazione delle scuole cattoliche d’infanzia, per capire insieme cosa fare. In precedenza, i nostri tecnici avevano già analizzato attentamente la questione e si erano anche confrontati con altri Comuni, per uno scambio di buone pratiche, per capire come trattare la materia, ma la risposta era sempre stata negativa. Pareva che il Comune di Roncade non avesse i presupposti per accedere a queste risorse. Se ora, invece, si riuscirà a dimostrare il contrario, la nostra Amministrazione sarà felicissima di usufruirne”.
Ma cerchiamo di capire cosa era successo in precedenza. Lo spiega in un comunicato stampa il gruppo di opposizione “A Roncade”, con la sua capogruppo Viviane Moro. Tutto comincia dalla “risposta negativa data in Consiglio comunale dall’Amministrazione Donadel all’istanza presentata, il 7 aprile scorso, dal parroco, don Marcello Miele, di attivare una convenzione con i nidi privati parrocchiali, che consentirebbe al Comune di attingere a risorse aggiuntive dal Fondo di solidarietà comunale da investire a favore delle famiglie”.
I Comuni, entro il 2027, hanno l’obbligo di coprire i servizi educativi 0-3 anni pari al 33% della popolazione. “Per Roncade - continua la lista di opposizione - significa assicurare 90 posti su 274 bambini residenti. Un obiettivo, oggi, raggiunto grazie a tre strutture private (nidi integrati di Roncade e Biancade, asilo nido Arcobalena di Musestre), che, di fatto, suppliscono a una funzione fondamentale spettante al Comune. Se da un lato questo modello consente un risparmio per lo Stato e l’Ente locale, dall’altro ricade sulle famiglie che pagano le rette”.
Qual è, dunque, il problema? “Roncade - prosegue Moro -, a fronte del livello di copertura raggiunto con le strutture private, dal 2025 non beneficia più delle risorse del Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi (Fels), ma neppure delle risorse del Fondo di solidarietà comunale (Fsc), non avendo attivato la stipula di una convenzione con riserva posti, come proposto a più riprese da Fism Treviso a tutti i Comuni, con gravi ripercussioni per la sostenibilità finanziaria dei gestori e per le tasche delle famiglie. L’Amministrazione, invece che attivarsi con urgenza, ha espresso la propria contrarietà, trincerandosi dietro a posizioni tecniche. Si tratta di potenziali 360 mila euro all’anno, cui di fatto l’Amministrazione Donadel ha rinunciato sia per il 2025 che per il 2026”.