Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Feste del Divin crocifisso a San Zenone. L’invito di mons. Motterlini: “Stare attenti a ogni fratello”
”Stare attenti a ogni fratello, abbattere il muro che ci impedisce di vedere negli altri dei fratelli, con pazienza e amore”. Su questo ha insistito monsignor Mauro Motterlini, vicario generale della diocesi di Treviso, nella sua omelia di domenica 6 settembre, in occasione delle festività del Divin Crocifisso in corso a San Zenone degli Ezzelini. La celebrazione della messa è stata preceduta da un pellegrinaggio al cimitero del paese per ricordare i precedenti parroci lì sepolti, don Amedeo Squizzato e monsignor Angelo Fraccaro.
”Ritengo che oggi abbiamo onorato il debito verso i nostri predecessori - ha affermato don Paolo Cecchetto, attuale parroco di San Zenone e Ca’ Rainati -. Abbiamo portato in processione la statua di San Francesco per ricordare gli 800 anni dalla morte del santo e il legame forte che unisce San Zenone alla comunità di Ca’ Rainati, la cui parrocchiale è dedicata a San Francesco (tra un paio di settimane proprio a Ca’ Rainati inizieranno le celebrazioni del centenario della morte del Patrono, ndr)”.
“Nel sacrificio della croce Cristo rivela la fraternità universale - ha detto Motterlini -. Nel Vangelo di oggi (Mt 18,15-20) ci viene chiesto di andare incontro al fratello anche se colpevole della rottura della relazione. L’altro è un fratello e non si può perdere. Ricordo l’abbraccio del lebbroso di San Francesco, ma soprattutto il suo incontro con il Sultano”.
”Il Vangelo ci invita a insistere in compagnia di due testimoni se il fratello si chiude in se stesso, infine di chiedere alla comunità, se il fratello rifiuta ancora, sia considerato come un pubblicano o un pagano”. Qui monsignor Motterlini, con efficacia, ha ricordato l’atteggiamento di Gesù verso i pubblicani, che Gesù accoglie, e verso i pagani, in particolare la figura del centurione romano che sotto la croce viene salvato.
”La porta è sempre aperta. Dobbiamo essere sentinelle e scrutare l’orizzonte ed essere i primi a soccorrere. L’essere umano è più grande di ogni caduta, siamo chiamati a custodirlo. Nell’altro dobbiamo riconoscere la possibilità di ricominciare ad amare. Pronti a correggere il fratello e pronti a lasciarsi correggere dal fratello”.
Motterlini ha benedetto i bambini che sono prossimi alla comunione. Le celebrazioni continueranno fino al 15 settembre, quando don Paolo Cecchetto chiuderà le festività con l’atto di Consacrazione a Maria, al Santuario della Madonna della Salute. Il 14 settembre è atteso alla Messa delle 10,30 il vescovo di Treviso Michele Tomasi.



