martedì, 08 settembre 2026
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Nuovo anno scolastico: l’Intelligenza artificiale entra in classe

L’anno scolastico si apre con una nuova grande protagonista: l’intelligenza artificiale. Gli strumenti per utilizzarla erano già presenti, ma da quest’anno l’Ia entra anche nell’insegnamento dell’Educazione civica. Sono numerosi i corsi organizzati per formare i docenti e molti insegnanti potranno, quindi, integrarla nella propria attività didattica. Gli studenti non saranno lasciati soli, facendo un uso privato e spesso poco consapevole della tecnologia, ma potranno imparare a utilizzarla in modo critico e responsabile

L’anno scolastico si apre con una nuova grande protagonista: l’intelligenza artificiale. Gli strumenti per utilizzarla erano già presenti, ma da quest’anno l’Ia entra anche nell’insegnamento dell’Educazione civica. Sono numerosi i corsi organizzati per formare i docenti e molti insegnanti potranno, quindi, integrarla nella propria attività didattica. Gli studenti non saranno lasciati soli, facendo un uso privato e spesso poco consapevole della tecnologia, ma potranno imparare a utilizzarla in modo critico e responsabile.

L’Ia può aiutare a ripetere, fare riassunti, esercitarsi, simulare interrogazioni e verifiche. Non sostituirà però, almeno per ora, la tradizionale prova in classe, nella quale lo studente dovrà dimostrare ciò che ha realmente imparato. Intanto la rete dei licei con curvatura Scienza dei dati e Intelligenza artificiale è arrivata a 51 istituti in Italia, due dei quali in Veneto.

Treviso è in prima fila con I.I.S. Palladio. Da settembre a dicembre 2026 organizza laboratori e formazione su Ia e robotica con Università di Padova, sviluppa il percorso formativo denominato “IA per il territorio e la comunicazione: costruire e comunicare con intelligenza”.

Dal 2026-27 si parte con le nuove Indicazioni nazionali per infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Più spazio alla narrazione nella scuola dell’infanzia, poesie da imparare a memoria nella primaria, maggiore attenzione all’informatica e, dalla seconda classe della secondaria di primo grado, la possibilità di scegliere il latino. Per l’italiano si punta su grammatica, sintassi e lettura; per la storia cresce l’attenzione alla civiltà occidentale, con Atene, Roma e Gerusalemme, mentre torna centrale anche la geografia.

La matematica cambia passo con la nuova sperimentazione nazionale del Liceo matematico, che coinvolgerà circa un centinaio di scuole attraverso il Laboratorio matematico e un approccio più interdisciplinare.

Sotto i riflettori anche i percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale, il cosiddetto modello 4+2: quattro anni di scuola superiore seguiti da due negli Its Academy. L’obiettivo è avvicinare scuola e mondo del lavoro, rafforzando laboratori, competenze tecnologiche e rapporti con imprese e territorio.

A Castelfranco Veneto nel settore tecnico l’Iis Barsanti Galilei avvia il percorso quadriennale di Informatica e Telecomunicazioni: 4 anni per il diploma di pari valore al tradizionale quinquennale. Il curricolo è progettato per competenze, con didattiche personalizzate e project work: si accorciano i tempi, non le opportunità.

Per le iniziative sulla sessualità rivolte agli studenti minorenni sarà necessario il consenso informato dei genitori; per i maggiorenni deciderà lo studente. Le attività dovranno essere inserite nella programmazione della scuola e rispettare i criteri stabiliti dagli organi collegiali. In caso di mancata adesione, saranno previste attività alternative.

Resta, invece, al palo l’idea dello psicologo scolastico, figura ormai strutturata in molti sistemi educativi europei, ma ancora lontana dal diventare una presenza stabile nelle scuole italiane. Sul tavolo c’è al momento la proposta di legge del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che punta a istituire un servizio di psicologia territoriale e di comunità, ma che riguarda il territorio nel suo complesso e non le scuole.

La formazione linguistica si apre sempre più all’estero. Aumentano le opportunità di mobilità per studenti e docenti, con corsi di lingua e percorsi di formazione scuola-lavoro fuori dall’Italia.

Confermata anche la stretta sull’uso dello smartphone, che riguarda, ormai, sia il primo che il secondo ciclo. Per le sospensioni disciplinari superiori a due giorni potranno essere previste attività di cittadinanza solidale in strutture convenzionate con le scuole: la sanzione diventa così un’occasione educativa e di responsabilizzazione.

Addio ai giudizi descrittivi: alla primaria tornano Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente e Non sufficiente. Restano, invece, i voti numerici nella scuola secondaria. Cambia ancora una volta, dunque, il modo con cui la scuola comunica alle famiglie il rendimento degli alunni.

L’anno scolastico parte, inoltre, con un consistente piano di assunzioni che coinvolge docenti, insegnanti di sostegno, dirigenti scolastici, insegnanti di religione e personale Ata. Resta, però, aperto il problema delle supplenze, soprattutto sul sostegno, dove continua a essere elevato il ricorso a personale non specializzato. Si fa strada a Treviso la settimana corta. Dall’anno scolastico 2026-2027 il Liceo Duca degli Abruzzi adotterà un’articolazione delle lezioni su cinque giorni settimanali, dal lunedì al venerdì, per tutte le classi, dalla prima alla quinta. Al Canova scuola su cinque giorni per il biennio dei nuovi iscritti.

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