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Nella stalla sociale di Monastier nuovo impianto di biometano

Ulteriore salto tecnologico per la cooperativa presieduta da Fabio Scomparin, da anni all’avanguardia nell’economia circolare. Riconvertito l’impianto di biogas già esistente

Dal primo luglio 2026, l’impianto di produzione di biogas della cooperativa agricola Stalla sociale di Monastier è stato convertito in un impianto di produzione di biometano, della potenza di 250 standard Smc/ora.

Fra le primissime aziende del Veneto ad aver investito nella tecnologia del biogas, fin dal 2010, per la generazione di energia elettrica ricavata da reflui zootecnici e biomasse vegetali, ora la cooperativa zootecnica di Monastier ha fatto un ulteriore salto tecnologico, convertendo l’impianto e potenziandolo, affinché produca e immetta in rete gas biometano.

“È un progetto nel quale abbiamo creduto e investito parecchio - commenta il presidente della Stalla sociale di Monastier, Fabio Scomparin - la riconversione ha un valore imponibile di 5 milioni e mezzo di euro, convinti che lo sforzo fatto, in termini di sostenibilità, ambientale ed economica, ci ripagherà ampiamente. Del resto, il biometano è un gas sempre più richiesto, con caratteristiche molto simili al gas naturale e impieghi del tutto equivalenti (può essere utilizzato come carburante per autoveicoli, combustibile per impianti di cogenerazione, per utenze domestiche o per uso industriale), ricavato da fonti alternative. Nel nostro caso, riusciamo a generare un ciclo virtuoso di cosiddetta “economia circolare”, dove tutto viene riutilizzato e nulla scartato. Come in precedenza per il biogas, il biometano viene infatti prodotto dalla fermentazione delle deiezioni animali del nostro allevamento di bovini da carne circa 3 mila posti stalla, per un totale di quasi 6 mila capi commercializzati nell’arco dell’anno) unite a biomasse vegetali (insilato di mais, triticale, barbabietole, ...), che otteniamo da 650 ettari di terreno da noi lavorati”.

La cooperativa agricola di Monastier, fondata nel 1969, conta oggi su una struttura di 23 soci e 5 dipendenti. Ha tre sedi, tutte in provincia di Treviso: a Monastier, Casale sul Sile e Rai di San Polo di Piave. Oltre al biometano e all’allevamento zootecnico, si occupa di lavorazione dei terreni, ai quali si aggiungono 21 ettari di vigneto con uve Prosecco e Pinot grigio; conta, infine, su un impianto fotovoltaico da 110 kw, che copre il fabbisogno giornaliero aziendale. La coop è in crescita; nel 2025 ha raggiunto un fatturato di circa 20 milioni di euro.

“Crediamo molto nella sostenibilità e nei giovani - conclude Scomparin - abbiamo un bel gruppo di under 40 nella nostra compagine cooperativa, sono il nostro principale motore di sviluppo, per fare sempre meglio e innovare in agricoltura, con sguardo lungimirante al futuro”.

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