Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Treviso, restaurati gli affreschi della Chiesa di San Francesco
Sono stati inaugurati ieri mattina i restauri realizzati nella chiesa di San Francesco. L’intervento, promosso nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ha interessato alcuni elementi di particolare pregio del complesso francescano, restituendoli alla comunità dopo un importante lavoro di conservazione e valorizzazione.
In particolare, i lavori hanno riguardato l’ingresso laterale della chiesa e la sua lunetta, la porzione affrescata interna a lato della bussola d’ingresso e il portale principale, caratterizzato dalla rappresentazione della Madonna col Bambino fra i santi Francesco e Ambrogio e gli arcangeli Gabriele e Michele.
La lunetta dell’ingresso laterale custodisce una raffigurazione di San Francesco che riceve le stimmate, attribuita a un pittore anonimo della seconda metà del XVI secolo. Prima dell’intervento l’opera risultava difficilmente leggibile nei dettagli a causa dei residui di scialbo e dell’accumulo di sporco; il restauro ha rappresentato quindi anche un’importante occasione di approfondimento e studio dell’opera.
Di particolare interesse è inoltre la porzione affrescata interna a lato della bussola, testimonianza della configurazione più antica della chiesa: l’andamento della muratura e i residui della decorazione conservano infatti traccia dell’originaria abside dell’ambiente che oggi corrisponde alla cappella di Santa Rita e permettono di ricostruire idealmente l’aspetto dell’esterno della chiesa nella seconda metà del XIII secolo.
Il portale principale presenta invece un prezioso dipinto murale di gusto bizantineggiante, la cui datazione è collocata dagli studiosi tra la fine del Duecento e la fine del Trecento. L’opera raffigura la Madonna col Bambino con i santi Francesco e Ambrogio e gli arcangeli Gabriele e Michele e costituisce una significativa testimonianza delle influenze veneziane nella Treviso medievale e all’interno dell’ordine francescano.
Dichiara il sindaco di Treviso Mario Conte: «Restaurare queste opere significa prenderci cura di una parte preziosa della nostra identità e consegnarla alle generazioni future. C’è poi un significato ancora più forte nel farlo nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Ringrazio fra’ Oliviero, la comunità dei Frati Minori Conventuali, tutti i professionisti che hanno lavorato ai restauri e quanti hanno contribuito a renderli possibili. Prendersi cura della bellezza significa prendersi cura della memoria di una comunità».
La presenza francescana a Treviso affonda infatti le proprie radici nel XIII secolo. Nel 1231 il Comune di Treviso destinò mille lire alla costruzione della chiesa e del convento, riconoscendo ai francescani un importante ruolo nella vita religiosa e sociale della città. La chiesa venne completata nel corso del Duecento e nei secoli successivi si arricchì di affreschi, pale d’altare e monumenti funerari legati ad alcune delle più importanti famiglie trevigiane.
Dopo la soppressione napoleonica del 1806 e la dispersione di gran parte del patrimonio artistico, nel Novecento iniziò una lunga stagione di recupero. Nel 1925 la chiesa passò dal Demanio Militare al Comune di Treviso e venne sottoposta a un importante restauro; il 4 ottobre 1928 fu riconsacrata, riaperta al culto e affidata nuovamente ai Frati Minori Conventuali.
«Questi interventi sono importanti per la conservazione del patrimonio artistico della nostra chiesa e per questo va il nostro ringraziamento al Comune di Treviso e alla Banca Pordenonese e Monsile, che li hanno resi possibili», afferma fra’ Oliviero Svanera, rettore del Convento dei Frati Minori Conventuali di Treviso. «La bellezza che oggi possiamo tornare ad ammirare porta con sé un messaggio che va oltre il valore artistico delle opere. Le immagini di Cristo, della Madonna e di San Francesco ci ricordano il cuore stesso dell’esperienza francescana. Guardare Francesco significa, in fondo, volgere lo sguardo a Cristo e riscoprire quel Vangelo della letizia e della carità fraterna verso ogni creatura che continua a parlare anche all’uomo di oggi».
Proseguono intanto gli eventi curati dal Comitato cittadino costituitosi per questa occasione, con tre spettacoli drammaturgici ispirati dagli scritti di s. Francesco, eventi che avranno per cornice ambientazioni trevigiane quali il chiostro del convento (25 settembre), i giardini sant’Andrea (3 ottobre) e piazzetta Botter (17 ottobre) e la conferenza s. Francesco e le sue numerose rappresentazioni (16 ottobre), viaggio nelle numerose rappresentazioni del Santo, oltre la terza edizione del trekking (3 ottobre), che quest’anno vedrà il dono dell’olio da parte del comune di Paese (dettagli e iscrizioni al sito www.fratitreviso.it).
Il 4 ottobre l’apice delle celebrazioni, la giornata dedicata alle funzioni religiose solenni si completa con un grande concerto dal titolo Se io ti bacio se tu mi baci cielo: un’opera poetica e musicale su testo di Davide Rondoni e musica del M° Roberto Fabbriciani, che vede coinvolti per l’esecuzione l’Orchestra Sinfonica del Veneto e il coro Ensemble Vocale Continuum, diretto dal Maestro Luigi Azzolini. Si tratta di un’opera prima commissionata appositamente per il centenario francescano dai Frati Minori Conventuali del Convento di Treviso. L’opera immagina un dialogo ideale tra l’uomo contemporaneo e s. Francesco che, ripercorrendo i passaggi più significativi della vita del santo di Assisi, offre l’opportunità di recuperare e valorizzare il senso della dimensione sacra dell’esistenza. L’esecuzione del progetto musicale, che vede la partecipazione del tenore Cristian Ricci, prevede una serie di rappresentazioni, che andranno a toccare diversi luoghi francescani e culturali strategici del territorio per valorizzarne la dimensione spirituale, artistica e turistica: la prima replica è già prevista nella Basilica Superiore di Assisi l’11 ottobre, nell’ambito degli appuntamenti legati alle celebrazioni, la seconda replica il 21 ottobre nella Basilica di Sant’Antonio di Padova.
Non mancheranno iniziative per visitare al meglio il Complesso: sarà presentata infatti la prima guida storico-artistica dedicata alla chiesa di S. Francesco, che illustra la storia del complesso conventuale e ne analizza la struttura architettonica, con le opere passate e presenti.
Sarà protagonista anche la pittura, con la mostra nel chiostro della chiesa Tramonto della società del consumismo, che introdurrà il convegno dell’8 novembre in Palazzo Giacomelli Il senso dell’economia nell’alternativa francescana: in un tempo in cui la crisi sociale ed economica sembra erodere le fondamenta stesse della convivenza, tornare a interrogarsi sul significato del lavoro, della povertà e del valore umano dell’economia è un atto profondamente politico e spirituale.
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