venerdì, 24 luglio 2026
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Mirano: contro il caldo, rete di rifugi climatici

Il Comune sceglie di cambiare prospettiva: non limitarsi a intervenire durante le emergenze, ma costruire una strategia permanente di adattamento ai cambiamenti climatici, fondata sulla prevenzione, sull’informazione e sulla capacità della comunità di affrontare le temperature estreme

Le ondate di calore non sono più un fenomeno eccezionale, ma una condizione destinata a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza e intensità. Per questo il Comune di Mirano sceglie di cambiare prospettiva: non limitarsi a intervenire durante le emergenze, ma costruire una strategia permanente di adattamento ai cambiamenti climatici, fondata sulla prevenzione, sull’informazione e sulla capacità della comunità di affrontare le temperature estreme. È questa la filosofia del nuovo protocollo operativo per il monitoraggio e la gestione delle ondate di calore, presentato a fine giugno dall’Amministrazione comunale. Un piano che mette in rete servizi comunali, Ulss, Protezione civile e volontariato, con un’attenzione particolare alle persone più fragili, ma che allo stesso tempo guarda alla città nel suo insieme, ripensando gli spazi pubblici come “strumenti” di tutela della salute.

L’aspetto più innovativo del progetto è proprio il superamento di una logica esclusivamente emergenziale. Il protocollo, infatti, prevede tre livelli di intervento in base all’intensità del caldo, ma soprattutto introduce misure strutturali che restano attive per tutta l’estate. Sul sito del Comune è stata realizzata una sezione dedicata alle ondate di calore, con informazioni, consigli pratici, numeri utili e una mappa costantemente aggiornata dei “Rifugi climatici”, luoghi dove trovare sollievo durante le giornate più torride.

La rete dei rifugi climatici rappresenta uno degli elementi più significativi del piano. Non comprende soltanto edifici pubblici climatizzati, come il Municipio, la Biblioteca comunale o il Centro civico, ma valorizza soprattutto il patrimonio verde della città: parchi (ben 11), aree alberate e spazi ombreggiati diventano alleati nella lotta agli effetti del caldo. Accanto a questi sono segnalate anche le fontanelle pubbliche di acqua potabile.

“La ricchezza delle aree verdi della città offre riparo da questi giorni di gran caldo”, sottolinea l’assessora Elena Spolaore, evidenziando come questi spazi contribuiscano a migliorare la qualità della vita. Un esempio è il Centro civico Masenello, immerso nel Parco Rabin, dove l’ombra degli alberi si affianca alle attività sociali e ricreative promosse dalle associazioni, creando occasioni di incontro e contrastando anche l’isolamento delle persone più vulnerabili.

Il protocollo definisce inoltre una risposta graduale alle diverse situazioni. In caso di caldo intenso vengono diffuse allerte e, se necessario, ampliati gli orari e il numero dei rifugi climatici. Accanto all’organizzazione dei servizi, il Comune richiama l’importanza dei comportamenti individuali: evitare di uscire nelle ore più calde, bere regolarmente, utilizzare gli spazi ombreggiati, prestare attenzione alle persone anziane e fragili e rispettare le indicazioni per chi lavora all’aperto, in linea con l’ordinanza regionale che limita le attività nelle fasce orarie più critiche.

“La risposta al caldo estremo non può limitarsi all’emergenza: deve diventare una modalità ordinaria di cura del territorio e delle persone”, osserva il sindaco Tiziano Baggio. È una visione che guarda oltre l’estate di quest’anno e considera l’adattamento climatico come una nuova responsabilità delle Amministrazioni locali. Una città più verde, con spazi pubblici accessibili, reti di prossimità e servizi coordinati, non rappresenta solo una risposta alle temperature elevate, ma un investimento sulla resilienza della comunità e sulla qualità della vita di tutti i cittadini.

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