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Polizia urbana a San Donà, le nuove regole spiegate dall’assessore Simone Cereser
Recentemente è stato approvato il nuovo regolamento di polizia urbana della città di San Donà di Piave. Il documento, composto da 70 articoli, va a sostituire il precedente, redatto nel 2007. Il nuovo regolamento è stato approvato dopo un’accesa discussione in Consiglio comunale: l’opposizione, infatti, sostiene che alcune norme lascino troppa discrezionalità. Abbiamo intervistato l’assessore alla sicurezza e alla polizia locale del comune di San Donà, Simone Cereser.
Perché l’esigenza adesso di questo nuovo regolamento?
In questi 20 anni la città è cambiata: c’era necessità di dotare la polizia locale di un regolamento più chiaro e puntuale, in linea con le nuove esigenze.
Quale idea di sicurezza vuole comunicare questo documento?
Una critica emersa è che il regolamento bada poco al sociale ed è molto “muscolare”. Bisogna precisare che questo regolamento non è un manifesto d’intenti, ma un insieme di regole da rispettare. Le linee guida del documento cercano di tutelare il decoro della città e contrastare il degrado, dando risposta alle problematiche affrontate quotidianamente dalla polizia locale, come il divieto di consumo di bevande alcoliche.
Proprio l’art.22 vieta di bere bevande alcoliche in molte strade del centro. Perché sono state scelte proprio queste strade e non anche quelle vicine alle scuole? Come far rispettare questo articolo nel periodo delle fiere?
Le fiere sono un evento pubblico autorizzato, che racchiude tutte le vie del centro. In questo caso, non ci sono problemi: non c’è intenzione di ostacolare le attività del centro o le abitudini dei sandonatesi. Chiaramente, ci sono zone, come parchi e vie del centro, dove si registra maggiormente l’abuso di alcolici. È consentito bere alcolici nei locali, nei plateatici e nelle vicinanze, ma è sanzionabile camminare per il centro con una bevanda alcolica in mano. In passato, è capitato che non si fosse potuto intervenire con soggetti che abusavano di alcolici nel centro cittadino.
Sorseggiare una bevanda alcolica in riva al Piave è consentito?
In quel caso, al di fuori di un evento autorizzato, si è sanzionabili. In alcune circostanze il regolamento porta a delle limitazioni.
Il regolamento non si sofferma molto sugli utenti deboli della strada. Quali misure per la loro sicurezza?
Questi provvedimenti sono regolamentati dal Codice della strada. Purtroppo, nelle vie del centro (Ancillotto, Trentin e 13 martiri, ndr), le corsie ciclabili sono state collocate in posizione intermedia tra corsia e parcheggio. La corsia ciclabile e i marciapiedi, però, non vanno occupati.
Si è discusso molto sul gioco del pallone dei ragazzi: non rischia di passare il messaggio che i giovani nello spazio pubblico sono solo motivo di disturbo?
No, spiace sia passato questo concetto. Si può giocare in piazza con l’unica accortezza di non creare situazioni di pericolo.
Come cambierà il ruolo della polizia locale?
In questi ultimi anni c’è stato un investimento importante in polizia locale, passata da 19 agenti a 30 più un’unità cinofila. Altre due unità si uniranno a breve. Questo regolamento è pensato in funzione alla riorganizzazione di polizia locale in tre settori specifici: nucleo di sicurezza urbana, dove opera l’unità cinofila; polizia di prossimità: che controlla a piedi le aree centrali della città. Per fine anno il nostro auspicio è spostare questo nucleo sotto al municipio, in contemporanea all’apertura del nuovo comando a Porta Nord. Infine, c’è il nucleo ambientale e di polizia stradale.
Con la nuova sede si tornerà a parlare di un unico corpo di polizia locale per i Comuni del Basso Piave?
In passato abbiamo attivato importanti collaborazioni con la polizia locale di Jesolo, Venezia, Musile e Noventa. In futuro, sarà da valutare la possibilità di incrementare queste collaborazioni.
Come la cittadinanza può concorrere in maniera attiva alla sicurezza della città?
Chiaramente, continua il progetto di controllo di vicinato, che rende protagonisti i cittadini del loro quartiere, creando un senso di comunità e segnalando le problematiche di sicurezza del proprio territorio.
Però, nel documento non vi sono cenni al controllo di vicinato, al contrasto alla criminalità organizzata o alla violenza di genere...
Comprendo questa domanda. Sono tematiche importanti ma non affrontabili in questo documento.
Aumenterà la sicurezza percepita dai cittadini?
I dati ci dicono che l’attività di polizia è in aumento costante. Non è facile agire sulla percezione della sicurezza, ma siamo sicuri aumenterà nei cittadini che vedranno la polizia più presente ad affrontare le problematiche.
Giorgio Boem



