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Autonomia, via libera dal Parlamento per lo schema di intesa con il Veneto

La soddisfazione del presidente Stefani: “Un risultato significativo per il Veneto e per un modello istituzionale che punta a valorizzare responsabilità ed efficienza”

“Con l’approvazione alla Camera, dopo il voto favorevole del Senato della scorsa settimana, dello schema di intesa preliminare per l’autonomia del Veneto, il percorso avviato dalla nostra Regione compie un passaggio importante. Un risultato significativo per il Veneto e per un modello istituzionale che punta a valorizzare responsabilità ed efficienza”.

Lo dichiara il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, commentando il via libera della Camera allo schema di intesa preliminare tra il Governo e la Regione Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie “protezione civile”, “professioni”, “previdenza complementare e integrativa”, “tutela della salute - coordinamento della finanza pubblica”.

“Mi è dispiaciuto sentire da qualcuno - continua Stefani - che l’autonomia divide l’Italia e crea cittadini di serie B. Mi è dispiaciuto anche vedere che c’è chi continua a far ricorso contro l’autonomia, invece di chiederla anche per la propria terra, come assunzione di responsabilità. Noi veneti, invece, questa responsabilità ce la prendiamo, perché la nostra storia dimostra che ne abbiamo diritto e capacità. L’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione e mira a rendere più efficaci le istituzioni, avvicinando alcune decisioni ai territori che dimostrano di poter esercitare determinate competenze”.

“Il Veneto non ha mai chiesto trattamenti di favore - sottolinea Stefani -. Chiede di poter gestire direttamente competenze che ritiene di amministrare con efficacia, nell’interesse dei cittadini. E’ una richiesta fondata sulla virtuosità amministrativa maturata negli anni e sulla volontà di continuare a migliorare la qualità dei servizi”.

Il presidente rivolge quindi un messaggio a chi continua a contestare il percorso autonomista: “Rispetto le posizioni di chi non condivide questa riforma, ma resto convinto che l’autonomia rappresenti un’opportunità prevista dall’ordinamento e accessibile a tutte le Regioni che intendano intraprendere questo percorso. Il confronto politico è legittimo, ma credo che il merito della riforma debba prevalere sugli slogan. Quello dell’autonomia è un percorso che mette al centro responsabilità, efficienza e vicinanza ai cittadini. Oggi si compie un passaggio importante, che rappresenta l’inizio di una nuova fase e per il quale ringrazio il ministro Calderoli che sta seguendo questa partita in prima persona. Continueremo a lavorare perché questo processo si traduca in strumenti concreti a beneficio del Veneto e dell’intero Paese”, conclude il presidente Stefani.

Sulla novità arriva anche il commento di Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato imprese Veneto: “L’approvazione alla Camera, dopo il via libera del Senato della scorsa settimana, dello schema di intesa preliminare tra il Governo e la Regione Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia rappresenta un passaggio importante nel percorso avviato dalla nostra Regione. È un risultato significativo per il Veneto e per un modello istituzionale che punta a valorizzare responsabilità, efficienza e capacità di risposta ai cittadini e alle imprese. Ora è importante proseguire con determinazione e concretezza, nel confronto con le Regioni e verso la definizione delle intese definitive. Auspichiamo inoltre che questo percorso possa proseguire e che si possa arrivare progressivamente a pre-intese anche su altre materie, ampliando così il perimetro delle competenze attribuite al Veneto. Il traguardo deve essere quello di costruire, passo dopo passo, un’autonomia sempre più ampia e concreta, capace di dare al nostro territorio maggiori strumenti per decidere più rapidamente, sostenere la propria economia e rispondere con tempestività alle trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo. L’autonomia, in questa prospettiva, deve essere un’opportunità per avvicinare le decisioni ai territori e costruire politiche sempre più aderenti alle esigenze delle comunità e delle imprese”.

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