Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
I leader della Lega piangono Umberto Bossi, morto a 84 anni: “inventò” la questione settentrionale
Il presidente del Veneto Alberto Stefani ricorda così Umberto Bossi, scomparso ieri, 19 marzo, all’età di 84 anni: “Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull’identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.
Bossi, “animale politico” come pochi, anche a costo di usare un linguaggio politico sopra le righe, ha creato dal nulla la Lega lombarda e ha saputo unificare le varie “Leghe” del Nord, dando visibilità e peso politico alla questione settentrionale. Ha guidato il movimento fino al 2012, nonostante gravi problemi di salute; dovette dimettersi per alcuni scandali che avevano coinvolto i figli e alcuni politici a lui vicini. Di recente, aveva espresso posizioni critiche per lo spostamento a destra di Matteo Salvini. Da un lato, quando era segretario, è sempre stato chiaro che era lui, “il lumbard”, a comandare nella Lega. Dall’altro, aveva a Treviso, tradizionale granaio di voti per il Carroccio, numerosi amici, a partire da Gian Paolo Gobbo, e in città veniva spesso, per comizi, sempre affollati, in piazza dei Signori o al Prato della Fiera.
Prosegue il presidente della Regione: “Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni ‘80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro”.
Conclude Stefani: “Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere”.
Afferma Luca Zaia, già presidente del Veneto e attuale presidente del Consiglio regionale: “A lui mi legano anni di amicizia e di militanza nella Lega, ma anche momenti importanti di vita istituzionale condivisa, come quando siamo stati chiamati a far parte dello stesso Consiglio dei Ministri, nel quarto governo Berlusconi, insieme anche a Calderoli e Maroni. Ha sempre messo ogni sua forza nel dare voce alla volontà degli elettori, nei quali vedeva il popolo a cui sentiva, visceralmente, di appartenere”.
Questo il ricordo del sindaco di Treviso, Mario Conte: “Bossi è stato il simbolo di una visione, quella della “questione settentrionale”, delle autonomie, dei territori come risorse. L’ha sostenuta sempre, anche utilizzando toni forti e intransigenti, ma riuscendo a porre al centro del dibattito pubblico un tema che ha segnato un’epoca. Ma soprattutto ha cresciuto una generazione di leghisti e ha ispirato tante persone ad avvicinarsi a un ideale politico. Anche per me il suo esempio è stato importante e di ispirazione per la sua concretezza, per il suo essere profondamente radicato nei territori, al mettersi a disposizione della comunità, per il suo idealismo sano. Al di là delle posizioni gli è sempre stato riconosciuto il merito di aver incarnato una politica fatta di convinzione e identità”.



