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XXXII Domenica del Tempo ordinario. Essere vigilanti e in movimento
Quando arriviamo verso la fine di un’esperienza, di un progetto, di un momento forte, può essere utile prendere il tempo per riflettere su ciò che abbiamo vissuto, per vivere al meglio l’ultimo tratto di ciò che ci è stato donato. Così facciamo anche per l’ultima parte dell’anno liturgico che stiamo vivendo. La parabola raccontata parla del regno dei cieli, che è “simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo”. Gesù precisa che cinque erano “stolte” e cinque “sagge”. Cos’è questo regno dei cieli? Esso si costruisce quando Dio stesso è in mezzo a noi, quando, attraverso i nostri gesti di carità, le nostre parole di verità, le nostre scelte coerenti, testimoniamo la presenza di Gesù e il suo amore per tutti. Tutte le vergini fanno parte di questo regno, le stolte come le sagge, perché per farne parte non è necessario essere saggi, ma avere il desiderio di incontrare Gesù, il desiderio della sua presenza nella nostra vita e nel mondo.
Come questo desiderio della presenza di Dio è stato presente nella nostra vita quest’anno? Come rinnovarlo ancora oggi?
Dopo che hanno saputo che lo sposo sta per arrivare, si dice che le vergini “si destarono e si prepararono”. Il verbo greco usato indica risurrezione. Lo si può tradurre con svegliarsi, alzarsi, risuscitare dai morti. E’ usato al passivo per ricordarci che è Dio con la sua potenza che agisce, e non l’uomo. Nel brano, quello che fa alzare le donne è quel grido nella notte. Anche per noi può succedere di ricevere dei segni che provocano un destare, un cambiamento, un’azione. Possono essere degli incontri, delle esperienze fatte, delle parole che hanno smosso il cuore o che hanno portato a fare piccole o grandi scelte concrete di cammino e di conversione: per questi segni ringraziamo il Signore.
Dopo essersi destate e preparate, le vergini hanno un atteggiamento diverso: le stolte chiedono olio alle sagge, mentre le sagge, per paura che non basti per tutte, inviano le altre a comprarne. Spontaneamente potremmo pensare che le sagge sono state un po’ egoiste, avrebbero potuto condividere un po’ del loro olio. Nel testo greco si usa una doppia negazione che significa una fortissima negazione per il futuro: è come dire “no, non ve ne daremo mai”. Questo ci fa pensare che l’olio non è condivisibile, ogni vergine deve avere il suo. Ci sono delle cose in effetti che non si possono condividere: per esempio le scelte di vita di ciascuno fanno parte di un percorso che non può essere delegato né trasmesso ad altri, perché implica una responsabilità personale. Oppure la fede, la conversione, la carità e la sapienza del cuore sono il frutto di un cammino interiore e di decisioni personali. Nessuno può compiere questo percorso al posto di un altro.
Si parla, poi, della festa di nozze: non si sa quale sia il luogo delle nozze, ma tutte le vergini escono per andare incontro allo sposo. A tutte le vergini viene chiesto di fare un movimento, di andare verso lo sposo, e alla festa entrano solo le vergini che sono pronte. Ma quali sono le vergini pronte? Anche qui spontaneamente potremmo pensare che sono le sagge perché sono state previdenti. Il testo non lo precisa, possiamo invece pensare che sono le vergini in movimento che entrano alle nozze, cioè coloro che sono pronte ad andare incontro allo Sposo.
Il brano si conclude con l’invito alla vigilanza, perché non sappiamo “né il giorno né l’ora”. Accogliamo, allora, due inviti preziosi e concreti sui quali stare questa settimana: il primo è quello alla vigilanza, favorendo ciò che ci aiuta nella fede, per esempio la preghiera, l’ascolto della Parola, i sacramenti, la lettura di testi spirituali, il dialogo con persone che ci possono accompagnare nel cammino. Il secondo è l’invito a non rimanere fermi, ad andare incontro allo Sposo che si fa presente in particolare nei piccoli e nei poveri, a non essere indifferenti, a vivere la fraternità e la solidarietà lì dove siamo, a compiere gesti concreti di servizio al prossimo.
Lara Bergamin
Discepole del Vangelo - Marsiglia



